Tracce biologiche accanto all’auto bruciata di padre e figlio scomparsi

Giunti anche i cani molecolari per ritrovare i congiunti le cui tracce si sono perse dal giorno di Pasqua. Sempre più concreta l’ipotesi di lupara bianca

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di Redazione
26 aprile 2019
11:40

In azione ci sono anche i cani molecolari. Le speranze di trovare in vita Rosario e Salvatore Manfreda, padre e figlio scomparsi da Petilia Policastro il giorno di Pasqua, si riducono al lumicino. Nella giornata di ieri è stata rinvenuta nella campagna circostante San Mauro Marchesato l'auto a bordo della quale si sono allontanati i due allevatori. Distrutta dalle fiamme. Accanto, come riporta l'edizione odierna del Quotidiano del Sud, rilevate tracce di materia cerebrale che potrebbe essere riconducibile ai due. Rinvenuto anche un dente. Forse i due congiunti sono stati prima pestati, poi uccisi e fatti sparire. Si fa quindi sempre più concreta l'ipotesi in campo investigativo che si tratti di lupara bianca.

 

Una vicenda sostanzialmente identica a quella che ha coinvolto Massimo Vona, anche lui di Petilia Policastro, anche lui allevatore di bestiame come i Manfreda. Il 44enne era scomparso dallo scorso 30 ottobre, una settimana dopo la sua autovettura era stata ritrovata completamente carbonizzata in una impervia zona di campagna ma dell’uomo nessuna traccia, tanto da far pensare ormai che sia rimasto vittima della lupara bianca. Un timore che prende corpo anche nel caso dei due Manfreda.

 

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