Il magistrato visibilmente emozionato ha ripercorso nel lungo intervento i suoi primi passi mossi nel distretto giudiziario catanzarese. «Ufficio con un carico di lavoro notevole ma voglio provarci lo stesso»
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Si è insediato questa mattina il nuovo presidente del Tribunale di Catanzaro Giuseppe Spataro. Il magistrato di origini catanzaresi ha di recente guidato il Tribunale dei minorenni di Trento e in precedenza ha maturato esperienza in Emilia Romagna. Subentra a Rodolfo Palermo, che ha lasciato l’incarico nel marzo del 2025. Prima di lasciare la Calabria, nel distretto giudiziario di Catanzaro, Spadaro ha svolto dapprima il ruolo di pretore per poi passare al Tribunale dei minorenni. Al Tribunale di Lamezia Terme ha poi presieduto una sezione.
Innanzitutto il nuovo presidente ha spiegato le ragioni che lo hanno indotto a fare ritorno in Calabria e, in particolare, a Catanzaro.«Qui il cuore batte più forte - ha precisato il magistrato – e io voglio provarci, ci metterò tutto l'impegno di cui sono capace. So bene – ha quindi aggiunto –, perché non sono un ingenuo, che se non otterremo una sezione in più con aumento dell'organico sarà quasi impossibile. Ma voglio provarci ugualmente».
Riguardo al proprio percorso professionale ha chiarito: «Sono sinceramente emozionato perché vi sono cose che accadono nella vita e che sono così peculiari e straordinarie da dare un senso di compiutezza al proprio percorso professionale, se non addirittura al proprio percorso di vita. Divenire presidente del Tribunale della mia città, dove sono nato e ho vissuto fino a 49 anni, è un grande onore ed avverto conseguentemente un carico di responsabilità enorme».
Ha quindi precisato che «so bene che si tratta di un ufficio giudiziario distrettuale con un carico di lavoro notevole, specie se relazionato all'organico dei magistrati e che il turn-over dei giovani colleghi crea inevitabilmente non pochi problemi rispetto al già sottodimensionato organico. Nessuno possiede la bacchetta magica e spero di non deludervi».
Riguardo all’approccio con cui ha annunciato di voler gestire l’ufficio ha evidenziato che «ciò che potrò fare con estrema umiltà è ascoltare tutti, condividere tutto e poi decidere, spero nel migliore dei modi. Nelle tre precedenti esperienze direttive ho compreso tante cose, che l'umiltà, la disponibilità, la condivisione, l'attenzione, la comprensione e perché no la cura e l'affetto per i colleghi tutti, togati e onorari, nonché per il personale amministrativo sono le vere armi a disposizione per svolgere le funzioni direttive».

