L’inchiesta

Ucciso e gettato in un dirupo, l’ombra della droga dietro l’omicidio del 25enne di Bisignano Luigi Fumarola

Intercettazioni telefoniche della Dda documentano le frequentazioni pericolose del giovane trovato morto a Ferragosto del 2019. Il giorno in cui è sparito aveva un appuntamento (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Marco Cribari
1 novembre 2022
12:19
Il luogo in cui fu ritrovato Fumarola, nel riquadro il giovane
Il luogo in cui fu ritrovato Fumarola, nel riquadro il giovane

La sua morte è un mistero insoluto da più di tre anni, ovvero da quando il 15 agosto del 2019 un passante ne avvista il corpo martoriato in fondo a un dirupo, alla periferia di Acri. Da allora, poco o nulla in più si è saputo dell’omicidio di Luigi Fumarola, 25 anni da Bisignano, e della sua sparizione risalente a un mese prima del macabro ritrovamento dei resti. La Procura di Cosenza indaga fin da allora sull’accaduto, ma a tutt’oggi solo una cosa è certa: che è morto.

Intercettazioni indirette

Tuttavia, una traccia nuova c’è, ed è quella che emerge dagli atti di “Sistema”, la maxioperazione contro la nuova ’ndrangheta cosentina. Dalle migliaia di faldoni dell’inchiesta affiora un documento, un’informativa della Questura che getta nuova luce sulla vicenda. E che attesta come prima di essere ammazzato a colpi di fucile, Luigi Fumarola sia stato intercettato dalla Squadra Mobile di Cosenza che, proprio in quel periodo, indagava sui traffici di droga in entrata e in uscita dalla cittadina di Sant’Umile. Traffici nei quali, forse, anche il poveretto era rimasto invischiato.


La voce di Luigi Fumarola

Dalle captazioni, infatti, emerge che un mese prima dell’omicidio, alcuni soggetti monitorati dalla polizia chiedono a Luigi di recuperare una somma di denaro poiché l’assegno che molto tempo prima un misterioso creditore ha versato a mo' di garanzia non è più solvibile. L'ipotesi, va da sé, è che si trattasse di una fornitura di droga rispetto alla quale il venticinquenne aveva fatto da intermediario, e quindi da garante. Tutto questo c’entra qualcosa con la sua successiva eliminazione? Non lo sappiamo, di certo c’è che tra giugno e luglio del 2019, i poliziotti documentano questa e altre sue frequentazioni pericolose, prima che su di lui cali definitivamente il sipario.

Le ultime telefonate

Non a caso, l’ultima captazione indiretta che lo riguarda risale al 10 luglio, la data fatidica. Quel giorno Fumarola ha un appuntamento con uno spacciatore che, tre anni più tardi, finirà nella rete della Dda di Catanzaro. Tenta di chiamarlo al telefono per due volte, ma l'interlocutore non risponde. E questo è il suo ultimo segnale di vita. Lo spacciatore proverà a ricontattarlo tre giorni di più tardi, con altrettante chiamate sul cellulare che cadono nel vuoto. Gli investigatori ipotizzano che a quel punto l'apparecchio di Luigi fosse spento. E lui già defunto.

Una strana reazione

L'ultimo accenno sinistro alla vicenda è del 21 luglio. Fumarola è irreperibile da undici giorni e tra Bisignano e dintorni fervono le sue ricerche. Oltre a carabinieri, protezione civile e vigili del fuoco, la mobilitazione ha interessato un po' tutti i residenti, e proprio uno di questi rappresenta telefonicamente al pusher le attività in corso in quelle ore. L'interlocutore non si mostra sorpreso, cambia decisamente argomento e gli dà appuntamento in serata per bere insieme a lui «una birretta». I poliziotti documentano anche questa stranezza e poi inviano la loro relazione alla Dda. Per come la vedono loro, in quei giorni il destino del venticinquenne è ancora in bilico tra l’allontanamento volontario e la scomparsa traumatica. Ancora non sanno, nessuno può saperlo, che di lì a poco la bilancia della Storia penderà dal lato più oscuro e tenebroso.

Giornalista
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