Vaccini anti-Covid all'Asp di Reggio, sempre più “fortunati” i parenti dei dirigenti

VIDEO | Prime dosi agli over 80 e nel Centro di Gioia Tauro taglia il traguardo la mamma di un medico, mentre è sempre occupato il telefono che serve per le prenotazioni   

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di Agostino Pantano
14 febbraio 2021
14:45

Accelera l’Asp di Reggio Calabria, prima in Calabria a vaccinare over 80, forze dell’ordine e personale scolastico, ma il sistema continua ad abbinare efficienza ed ombre. C’è un modello virtuoso, che è quello di Brancaleone dove, spiega il medico di famiglia Bruno Cristiano, «grazie alla collaborazione del Comune, possiamo mandare gli anziani con un pulmino, senza che il Centro vaccinale abbia l’incombenza della comunicazione», ma accanto a questa sinergia ci sono anche incongruenze.

I vaccini agli over 80

Come quelle che si stanno vivendo nel Distretto tirrenico che ha sede a Palmi. Qui, senza medici di mezzo, hanno avvisato che gli ultra ottantenni per vaccinarsi devono chiamare ad un numero telefonico – neanche “verde” e solo dalle 9 alle 11.30 – e serve una grande fortuna a trovare la linea. I nostri tentativi, infatti, sono risultati vani e, navigando su facebook, si scopre che la prima a vaccinarsi nel Centro creato a Gioia Tauro è stata la mamma del dirigente medico dell’Asp Maria Domenica di Certo, consigliera comunale di Palmi, volto noto nella Piana reggina, che ha scelto di dare lei stessa la notizia sul social network, con un taglio entusiasta per promuovere la campagna nazionale.


Le coincidenze fortunate 

Coincidenze fortunate, prendere la linea, come quelle in cui avevano detto di essere incappati Giuseppe e Gabriella Eburnea.
Lei è la funzionaria dell’Asp che ha comunicato la strana formula della prenotazione telefonica, lui è preside della scuola di Rosarno che ha ospitato il primo Punto vaccinale del Distretto, che, però, la sorella - il giorno dopo la scoperta fatta dal nostro Network – ha congelato: «Oggi siamo a Taurianova, in un locale messo a disposizione dal sindaco, e vacciniamo personale scolastico e forze dell’ordine», spiega Gabriella Eburnea al telefono.
Vaccinazione itinerante che tocca il paese del presidente Spirlì, sperando però che non sia all’insegna del nomadismo arbitrario il sistema stabile che – dopo questi due battesimi un po' opachi - immagina l’Asp.

La prenotazione telefonica 

Nella sede del Distretto, cercando il direttore Salvatore Barillaro, la sua segreteria dice che non c’è, e lui non risponde neanche al telefono, e dunque è rimandata la risposta al quesito sulla permanenza anche per il futuro della stranissima formula della prenotazione telefonica. Ma leggendo la nota con cui Gabriella Eburnea ha illustrato il contrordine sugli over 80, tagliando il ruolo dei medici di famiglia – e cancellando i contatti che Spirlì ha avuto con loro per firmare un protocollo d’intesa – ci si imbatte in un’altra cosa sorprendente. La funzionaria scrive che la variante telefonica si impone «in attesa che venga attivata da parte di Poste Italiane la piattaforma di prenotazione del vaccino».

Il sistema, che ad esempio nella vicina Sicilia è già partito, in Calabria sembra nelle sabbie mobili con notevoli conseguenze sulla trasparenza dei dati e sulla velocizzazione della campagna vaccinale. La Calabria continua a dare tutti i giorni il numero dei morti e dei contagiati, ma si guarda bene dal dire quanti siano i vaccinati – ultimi per numero in Italia - e sorge il dubbio che non esista un sistema unico per monitorare e che Catanzaro non sempre sappia quello che succede nel territorio.

Giornalista
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