L’87enne era stato trasferito a Catanzaro il 19 agosto dopo essere stato trovato gravemente ferito nella sua abitazione a Vibo. Nei primi giorni aveva mostrato piccoli segnali di ripresa, poi una nuova crisi ha aggravato le sue condizioni
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Si è spento Antonio Reggio, l’ex professore del Liceo classico rimasto gravemente ferito a seguito di una lacerazione all’addome che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli sarebbe stata praticata dalla badante. L’87enne era ricoverato a Catanzaro dal 19 agosto, quando era stato rinvenuto in gravi condizioni e coperto di sangue all’interno della propria abitazione a Vibo Valentia.
Nei primi giorni di ricovero, le sue condizioni avevano fatto registrare piccoli segnali di ripresa, lasciando intravedere qualche margine di miglioramento. Successivamente, però, una nuova crisi ha aggravato il quadro clinico, fino al tragico epilogo.
L’intervento della polizia nell’abitazione dell’ex prof
L’intervento della Polizia era scattato intorno alle 2.50 della notte del 19 agosto, quando gli agenti erano intervenuti in un’abitazione del capoluogo a seguito di una richiesta di soccorso.
Una volta entrati nell’appartamento, i poliziotti avevano trovato l’87enne, originario di Nicotera ma residente a Vibo Valentia, privo di coscienza e disteso sul letto. Sul corpo, in particolare nella zona addominale, erano state posizionate diverse bende intrise di sangue.
L’uomo era stato immediatamente soccorso dal personale sanitario e trasferito in codice rosso al Pronto soccorso dell’ospedale Jazzolino. Gli accertamenti clinici avevano evidenziato un’emorragia toracica massiva, una ferita da taglio nella regione ipogastrica e multiple fratture scomposte.
La donna, una cittadina ucraina fermata nelle ore successive all’arrivo dell’uomo in ospedale, era stata accusata di tentato omicidio aggravato e trasferita in carcere.
La ricostruzione degli inquirenti
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la badante avrebbe allestito una sorta di sala operatoria rudimentale nella camera da letto dell’anziano. Qui, sempre secondo l’ipotesi investigativa, gli avrebbe somministrato sostanze dall’effetto sedativo e, dopo averlo addormentato, gli avrebbe praticato una lacerazione nella zona addominale utilizzando un coltello da cucina.
La donna aveva iniziato a lavorare nell’abitazione dell’anziano alla fine di giugno, sostituendo temporaneamente una collega connazionale, e avrebbe dovuto concludere il proprio incarico il 20 agosto.


