La comunità si stringe attorno alla famiglia del piccolo morto dopo cinque giorni di ricovero. I parenti chiedono che l'inchiesta chiarisca ogni passaggio dell'assistenza sanitaria e dell'infezione
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Zungri si stringe oggi attorno alla famiglia di Alessio Pio, il bambino di un anno e tre mesi morto mercoledì all’ospedale di Catanzaro. Il piccolo era stato ricoverato per cinque giorni all'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia prima del trasferimento nel capoluogo di regione, dove è è giunto in condizioni critiche.
I funerali saranno celebrati alle 17 nel santuario di Maria Santissima della Neve. Per l'occasione il sindaco Serafino Fiamingo ha proclamato il lutto cittadino. Le attività commerciali resteranno chiuse durante le esequie in segno di partecipazione al dolore della famiglia.
Davanti all'abitazione dei genitori continua il via vai di amici, parenti e conoscenti. In tanti arrivano per un abbraccio o una parola di conforto. Tra il dolore emergono anche gli interrogativi su quanto accaduto nei giorni che hanno preceduto la morte del bambino. Alessio Pio frequentava un asilo nido di Tropea, dove si sarebbe diffuso il batterio al centro degli accertamenti avviati dalla Procura.
A chiedere che venga fatta piena luce sono soprattutto i familiari. Una zia, arrivata da Milano, racconta i primi accessi in ospedale. «Prima del ricovero il bambino era stato portato al Pronto soccorso, dove era stato visitato e rimandato a casa. Ma durante la notte la febbre è tornata alta, mia nipote lo ha riportato subito in ospedale e questa volta è stato ricoverato».
La donna ricorda gli ultimi momenti prima del trasferimento a Catanzaro. «Quando ci hanno detto che si era aggravato siamo partiti immediatamente da Milano. Durante il viaggio abbiamo ricevuto la telefonata che nessuno avrebbe mai voluto ricevere: ci hanno detto che Alessio Pio era morto».
Anche un altro parente punta l'attenzione sulla gestione del ricovero. «Un batterio può circolare in una comunità di bambini, questo purtroppo succede. Il problema è riconoscere subito l'infezione e intervenire con la terapia giusta. La nostra rabbia nasce da questo: Alessio era ricoverato da cinque giorni e vogliamo capire se tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto nei tempi necessari».
Secondo il familiare, il bambino era stato visitato una prima volta e dimesso con una diagnosi di gastroenterite. «Quando la febbre non passava i genitori sono tornati in ospedale e il piccolo è stato ricoverato. Adesso aspettiamo gli esiti dell'inchiesta della Procura e confidiamo che venga chiarito ogni aspetto della vicenda».
Intanto resta alta l'attenzione anche per un altro bambino che frequentava lo stesso asilo nido di Tropea e che avrebbe manifestato sintomi simili. Nella serata di ieri è stato trasferito in elisoccorso all'ospedale di Catanzaro. Nelle scorse ore il commissario dell’Asp Vittorio Sestito ha diramato una nota stampa per rassicurare: «Le condizioni del piccolo sono buone e la situazione è sotto controllo».




