Lo sport si conferma quale linguaggio universale di legalità, memoria e inclusione sociale. Il Consiglio regionale ENS, con la collaborazione del Sindacato FSP Polizia di Stato ha organizzato a Soverato un Triangolare di Calcio a 5 per la Legalità – "Memorial Paolo Borsellino e degli Agenti della Scorta" in occasione del 34° anniversario della Strage di Via D'Amelio. «Abbiamo voluto organizzare questo triangolare per sensibilizzare su un argomento che è molto importante- ha sottolineato il presidente dell'Ens Calabria, Antonio Mirjiello -, le squadre sono importanti: c'è l'ENS, l'ente nazionale sordi, la squadra della Polizia, dell'FSP e quella delle istituzioni. Questo perché abbiamo voluto includere, condividere questa giornata all'insegna della socialità, che per noi è molto importante».


In campo anche l'assessore regionale alla legalità e sicurezza Antonio Montuor o ei sindaci del territorio: Nicola Fiorita , Sindaco di Catanzaro; Daniele Vacca , Sindaco di Soverato; Mario Migliarese , Sindaco di Montepaone; Massimo Chiaravalloti, Sindaco di Satriano; Giuseppe Grande , Presidente del Consiglio comunale di Montepaone; Pittelli, Vice Sindaco di Davoli; Arena, Assessore del Comune di Satriano; Curatola, Assessore del Comune di Satriano; Frangipane, Consigliere comunale di Soverato. «Già l'amministrazione comunale di Soverato, qualche settimana fa, ha inaugurato la villa comunale Falcone e Borsellino - ha ricordato Vacca -, proprio per lasciare una traccia importante, perché una comunità, in particolare le giovani generazioni, che cresce con i principi di legalità portati avanti da questi eroi, è una comunità sana e sempre più forte».

«Bisogna continuare a combattere a tutti i livelli istituzionali per cercare di mantenere alta la legalità - ha aggiunto Montuoro - e soprattutto partire dai nostri giovani, dalle scuole, dai nostri ragazzi». A dare un valore aggiunto all'iniziativa anche il questore del capoluogo Giuseppe Linares e il Presidente dell'US Catanzaro 1929, Floriano Noto . «Io sono entrato in servizio proprio all'indomani della strage di Capaci e di via D’Amelio - ha ricordato Linares -, quindi faccio parte di quel gruppo di giovani funzionari di polizia che venne mandato nel 1992 in Sicilia per tentare di creare un nuovo sforzo investigativo. Da quei tragici momenti è nata anche però un'azione dello Stato e quindi anche una consapevolezza che ha portato poi a sviluppare uno degli arsenali normativi più importanti d'Europa». «Lo sport è legalità - ha ribadito Noto -, noi già ai ragazzi delle squadre giovanili cerchiamo di insegnare quali sono i valori dello sport e tra questi c'è anche il rispetto, c'è anche il rapporto con gli altri, la legalità, quindi credo che sia molto importante oggi ricordare la morte di Borsellino».