Approda in Calabria la mostra faunistica con oltre 150 specie di animali

VIDEO | La realtà ha lasciato il Veneto a causa dell’inquinamento e vorrebbe rimanere nella nostra regione: «Speriamo di poter far nascere una struttura fissa ampia»

di Tiziana Bagnato
5 luglio 2021
14:29

Oltre 150 specie animali, dai leoni, alle tigri, passando per i canguri, gufi, lama e specie in via d’estinzione. Animali mai strappati ai loro habitat naturali, ma già nati in cattività o frutto di scambi tra zoo per favorirne l’accoppiamento tra non consanguinei ed evitare problemi di salute.

Dal Veneto alla Calabria

Si è trasferito dal Veneto in Calabria per sfuggire ad un inquinamento pesante che stava uccidendo gli animali la mostra faunistica “La Favola siamo noi, La mia vita è uno zoo”. Una vero e proprio piccolo regno a Maida, nel Lametino, in cui è possibile passeggiare, ricevere informazioni etologiche e non solo sugli animali e anche avvicinarli accanto al personale.
«Volevamo realizzare questo sogno di poter realizzare il nostro piccolo regno in cui poter regalare conoscenza, cultura e, soprattutto, tramandare amore e rispetto verso gli animali», ci spiega Valeria Valerio che insieme alla sorella e alla madre gestisce questa realtà.


«Volevamo portare un’iniziativa nuova in Calabria in quanto non esistono strutture come le nostre e regalare un momento di diversità al pubblico che calabrese incentivando anche il turismo. Jole Santelli ha approvato la nostra iniziativa e per questo abbiamo dato il suo nome ad una delle leonesse nate qui».

La cura degli animali

Vedere il re della Foresta fare fusa come un gattino, chiedere coccole o baci e darne altrettanti in uno scambio reciproco di amore. “La favola siamo noi” è anche questo. Ogni animale viene seguito accuratamente, a loro i titolari si dedicano h24, ne conoscono attitudini e carattere e ne seguono scrupolosamente alimentazione e salute. Molti di loro vengono utilizzati anche per percorsi con disabili con ottimi risultati.

«Speriamo di poter far nascere una struttura fissa ampia», spiega Valeria che poi ammette che «tante volte purtroppo veniamo anche colpevolizzate perché si pensa “poverini sono segregati in gabbia questi animali”. Voglio precisare che nascono in contesti controllati da tantissime generazioni, molti animali arrivano da strutture zoologiche di altri paesi. Sono stati anche salvati da privati per maltrattamenti o perché erano stati abbandonati o gestiti non in base ai loro bisogni fisiologici ed etologici. Adesso stanno conducendo una vita normale e soprattutto tanti animali che sono anche con noi hanno oltre 25 anni».

Giornalista
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