Dietro le quinte

Calabria Film Commission, futuro ancora incerto: così il turismo rischia di fagocitare l’arte

Dopo la presentazione in Cittadella del nuovo dipartimento non è chiaro cosa ne sarà della Fondazione che naviga in acque incerte ormai da troppo tempo (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Alessia Principe
3 marzo 2022
11:54

Cosa sta succedendo (davvero) alla Calabria Film Commission? O meglio: che fine farà la Calabria Film Commission? Questa è la domanda che viaggia di bocca in bocca all’indomani della presentazione in Cittadella del nuovo piano di marketing e promozione. E la sensazione di spaesamento è legittima perché, nei fatti, non è stato spiegato chiaramente cosa ne sarà. Si è solo capito che la strada imboccata porta a un ingresso che reca l’indicazione “Agenzia regionale per il turismo” e il cinema ne sarà un’appendice.

Turismo in quantità

Il turismo omnibus incombe sul logo dorato con pellicola in movimento e rischia di fagocitare un settore delicatissimo. L’orbita del marketing territoriale, con tutti gli accessori compresi nel prezzo, è diventata un polo attrattivo così potente che sta risucchiando un po’ di tutto all'interno.


Il cinema, come la cultura sic et simpliciter, meriterebbe uno spazio dedicato, invece l’orientamento che arriva dalle stanze dei bottoni è tutt’altro. Manca in Regione un assessorato alla Cultura vero, forse mancherà un riferimento cinematografico puro. Insomma qualcosa sarà sacrificato, inutile negarlo, bisogna solo vedere cosa e chi ne gestirà le sorti.

Il prequel

La parola “turismo” associata a Film Commission non è proprio straniera dalle parti della Cittadella. Puntualmente appare ad ogni cambio amministrativo e in varie forme: dal maxiprogetto lametino che vedeva interessati i big della Hbo (sembrano millenni fa invece è poco più di un decennio), ai noti cineporti mai realizzati, al progetto di mettere in piedi qualcosa che si avvicinasse al concetto di cineturismo ma senza alcuna base concreta. Adesso siamo arrivati alla fase della nuova destinazione d’uso di questa (travagliatissima) fondazione che punta molto sugli Studios (ad aprile forse sarà posata la prima pietra) e sul marketing in tutte le salse.

Cineturismo, what?

Ma cosa vuol dire “turismo cinematografico”, espressione tanto cara quando si parla di rilancio (altro termine strausato)? In modo semplice non è altro che l’organizzazione di tour in location che hanno ospitato (o ospitano) riprese di opere audiovisive. La promozione del territorio, invece, è quel passaggio dallo schermo (grande o piccolo) agli occhi di guarda e s’innamora, così, di certe mete (leggi l’effetto Toscana dopo “Io ballo da sola”, o l’effetto Matera dopo il successo di “The Passion”). In questo contesto si incastra anche il cosiddetto brand placement (o product placement), che interessa la sfera dei privati che pagano per l’inserimento dei loro prodotti all’interno dell’opera (come nel caso dell’azienda Usa Wilson che compare con l’iconico pallone in “Cast away”, tanto per fare un esempio virtuoso).

Present day

Tornando all’oggi, se gli obiettivi di cui sopra saranno perseguiti con tenacia e professionalità, lo vedremo, intanto è certo che parliamo di una nave senza capitano ufficiale, riconosciuto e competente in materia cinematografica (o artistica), e in tutti questi mesi nessuno in Cittadella, fino a dicembre inoltrato, sapeva che farne e in quale porto farla attraccare. Forse il motivo di questa melina stava nella volontà di rimodulare la Fondazione (il cui statuto è stato modificato per ridimensionare le competenze del Presidente che durerà in carica solo 3 anni e avrà una sfera di azione più limitata anche per quanto riguarda le consulenze) che così com’era non soddisfaceva altre esigenze ritenute prioritarie.

Nel Piano Esecutivo annuale, pubblicato sul Burc il 18 febbraio scorso, si legge: «Per quanto attiene le azioni che si prevede di attuare in collaborazione con la Fondazione Calabria Film Commission la recente DGR n.20 del 20.01.2022 che ha modificato lo statuto della Fondazione, permetterà a quest’ultima di diventare soggetto attuatore di progetti/azioni di comunicazione, promozione turistica e marketing territoriale».

Il sequel

Allora c’è da chiedersi: la Film Commission, oltre alle consuete mansioni, di cosa si occuperà? Ci sarà una rimodulazione totale? Ci saranno investimenti mirati? Non è chiaro, così come non è chiaro chi farà parte del golden team che sarà chiamato a guidare la governance. Al momento sappiamo che il Dipartimento Turismo e la Fondazione si sono dati la mano siglando un accordo che ha previsto l’aumento delle risorse in cassa della CFC di 3 milioni di euro per realizzare le nuove finalità. I 20 milioni, stanziati per la lunga serialità, intanto, non si sa bene dove sono convogliati (o dove saranno convogliati) anche perché nel nuovo Piano esecutivo la voce “lunga serialità” ricompare ma in modo ambiguo, declinata tra passato e presente, in quel confine sfumato che ricorda una dissolvenza lenta, lentissima.

Giornalista
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