«Così abbiamo fatto sentire i migranti a casa», umanità e accoglienza nei libri di Fulciniti

VIDEO | Tra le pagine dei volumi del catanzarese ex direttore del Regional Hub Sant'Anna, l'esperienza vissuta a Isola Capo Rizzuto

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di Rossella  Galati
13 maggio 2021
20:55

C’è il valore dell’umanità al centro dei due libri scritti dal catanzarese Vitaliano Fulciniti, “Dall’accoglienza all’integrazione“ prima e “Frammenti di vita“ poi. Due volumi attraverso i quali l’autore, che non ama definirsi scrittore, racconta esperienze di vita personali. Nel primo viene riportata, con dovizia di particolari, l’attività che è stata fatta con i migranti per 14 mesi al Regional Hub Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, del quale Fulciniti è stato direttore, un modello virtuoso che ha prodotto risultati lusinghieri: «C’è un primo capitolo nel quale riassumo dei dati statistici che servono a presentare la struttura. E poi, negli altri due, descrivo analiticamente quello che è stato fatto con particolare riguardo a questa filosofia che abbiamo creato, ovvero quella del “cara casa”: abbiamo fatto sì che gli ospiti del centro riuscissero veramente ad avvertire quel luogo che li ospitava per un giorno, un mese o anni, come la loro casa. Siamo fieri del fatto che questo progetto sia stato sviluppato qui, in Calabria, a Isola Capo Rizzuto, ed è sicuramente uno di quegli esempi virtuosi che potrebbero essere replicati ovunque».

Umanità e altruismo

È questo in fondo il motivo che ha spinto Fulciniti a scrivere il suo primo libro, per evitare che tutto il lavoro fatto potesse cadere nell’oblio. Il secondo volume, Frammenti di vita, è nato invece durante il lockdown, e racconta l’umanità al tempo del coronavirus: «In quei mesi continuavo a sentire sistematicamente  ex collaboratori ed ex ospiti del centro - racconta - e abbiamo deciso di mettere nero su bianco i sentimenti di quei momenti». In questo caso, sfogliando le circa 140 pagine emerge prepotentemente il sentimento di altruismo che ha caratterizzato l’attività di Fulciniti e dei suoi collaboratori, da sempre abituati a porgere la mano per aiutare il prossimo.


Verso un nuovo progetto

Due volumi che l’autore definisce due pietre miliari lungo un percorso meraviglioso tutt’ora in corso che porterà presto alla stesura di un terzo lavoro che cercherà di fondere l’esperienza dell’emigrante con quella dell’immigrato attraverso il collante dell’arte di Monica Rabia. Alla base resta l’amore che si prova per i fratelli e le sorelle provenienti da ogni parte del mondo, incontrati lungo il cammino. «Se si dona amore  in maniera disinteressata e si rispetta l’altro, sicuramente amore si riceve perché questi sono ambiti nei quali bisogna lavorare sempre nel massimo rispetto delle regole e sotto il rigido ombrello della legalità».

Giornalista
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