Il ritorno di Angelo Branduardi, dopo il tutto esaurito della scorsa stagione, e l’arrivo del Rondò Veneziano, con quella che viene annunciata come l’unica data attualmente prevista nel Sud Italia. Le canzoni di Fabio Concato e Ron, il teatro di Lina Sastri, gli incontri con Paolo Crepet, Aldo Cazzullo e Roberta Bruzzone. La nuova stagione di Publidema mette insieme linguaggi e pubblici diversi, con un cartellone che dal 28 novembre accompagnerà gli spettatori del Teatro Francesco Cilea fino a maggio.

A presentare «L’eleganza dell’Arte» 2026/2027 è stato Demetrio Mannino, nella conferenza stampa ospitata oggi nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio. Una proposta che rilancia la fiducia nella risposta della città e nella possibilità di costruire una programmazione articolata anche senza contributi pubblici. «Quest’anno abbiamo alzato leggermente l’asticella», ha spiegato Mannino, entrando nel merito di un programma che affianca ritorni e nuovi appuntamenti. Tra i primi c’è Branduardi: «Abbiamo deciso di riportarlo anche quest’anno perché il 2027 sarà l’ultimo anno con il Tour del Cantico. Lo scorso anno è stato un sold out, alcune persone sono anche rimaste fuori e quindi abbiamo riscommesso sul riportare Angelo a Reggio».

Tra le novità, Mannino ha sottolineato soprattutto la presenza del Rondò Veneziano, raccontando il ritorno sulle scene della formazione dopo una lunga pausa e il percorso europeo che ha preceduto il nuovo appuntamento reggino. «La data di Reggio sarà l’unica data al momento del Sud Italia», ha anticipato.

L’apertura del 28 novembre sarà affidata a Lina Sastri. Nel programma musicale trovano spazio anche Fabio Concato e Ron, atteso il 2 aprile. Accanto ai concerti, tre incontri dedicati alla riflessione e all’approfondimento: Paolo Crepet l’8 marzo, Aldo Cazzullo il 12 aprile e Roberta Bruzzone il 15 maggio, alla quale sarà affidata anche quest’anno la chiusura del cartellone.

Una parte della stagione sarà dedicata alle festività natalizie. Tornerà l’appuntamento con Incanto Quartet, insieme all’orchestra del Conservatorio Francesco Cilea, prima della partenza del quartetto per il tour in Sud America. Il 27 e 28 dicembre sarà invece la volta di Vincent Tharpe & Kenosis Gospel, con un doppio appuntamento pensato anche per accogliere gli spettatori che rientrano in città durante le feste.

Una scelta maturata dopo l’esperienza dello scorso anno, quando il tutto esaurito dello spettacolo gospel aveva lasciato una richiesta di partecipazione ancora da soddisfare. «Molti ci hanno chiesto: perché non fate le doppie date? Sotto Natale c’è tanta gente che torna da fuori. E quest’anno abbiamo scommesso un’altra volta sul pubblico reggino», ha raccontato Mannino.

Il rapporto con il Conservatorio accompagnerà anche il concerto della mamma del 9 maggio. Un appuntamento che avrà al centro i giovani artisti del territorio: «In quell’occasione daremo spazio ai talenti giovani di Reggio Calabria, della nostra città», ha annunciato l’organizzatore, riservando a un momento successivo gli altri dettagli.

Dietro il programma resta una scelta organizzativa ed economica che Mannino ha voluto rimarcare: «L’anno scorso qualcuno ci aveva detto che eravamo dei folli a fare un cartellone come quello, senza contributi pubblici. Di fatto noi abbiamo solo patrocini gratuiti». Un impegno che cresce con la nuova proposta: «Quest’anno il cartellone è un po’ più impegnativo da tutti i punti di vista, perché noi continuiamo a scommettere sul pubblico di Reggio. Fino a oggi ha risposto bene». Per l’organizzatore, quella partecipazione rappresenta il riconoscimento della qualità degli eventi proposti.

A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stato il consigliere Paolo Bilardi, che ha richiamato il valore di una programmazione capace di mantenere il teatro partecipe della vita cittadina. «Il teatro in una città come la nostra è una parte fondamentale, è il cuore di una città che ha storia, che ha tradizione e che deve dimostrare sempre di avere identità», ha affermato.

Bilardi ha ringraziato Mannino e gli operatori culturali che lavorano per ospitare artisti e costruire occasioni di partecipazione, ricordando anche l’esperienza estiva realizzata tra mare e montagna. Un richiamo alla collaborazione e alla cultura come strumento per custodire le tradizioni della città e il suo legame con il Mediterraneo.

La stagione avrà anche una mascotte: un Apollo realizzato dal pittore e scultore Francesco Logoteta, partendo da un vecchio manichino custodito nell’azienda di Mannino. Un’opera nata da un rapporto di amicizia e collaborazione, già passato attraverso le illustrazioni del primo libro dell’organizzatore. «Ci accompagnerà in questo cammino per tutto il 2026/2027», ha spiegato Mannino, presentando la figura che affiancherà il nuovo cartellone.