Donne che resistono, a Polistena le prove dell'opera sull'attivista Marielle Franco

VIDEO | La donna, che si batteva contro le discriminazioni sessiste, venne assassinata nel 2018. Le attrici di Confine incerto sono impegnate nella messa in scena dello spettacolo ma non credono che il 27 marzo coinciderà con il reale ritorno del pubblico nei teatri

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di Agostino Pantano
8 marzo 2021
18:30

Tornano sul palco la vita e la morte di Marielle Franco, l’attivista brasiliana che si batteva contro le discriminazioni sessiste, uccisa nel 2018, ma per ora sono sempre e solo prove teatrali. Che la regista Emanuela Bianchi spiega con «un senso di frustrazione», mentre anche la compagnia “confine incerto” – protagonista di un progetto di residenza teatrale finanziata a Polistena – si interroga su cosa avverrà dopo il 27 marzo, giorno che per il governo potrebbe segnare il ritorno del pubblico nelle sale.

«Nulla è certo – sostiene – ci sono difficoltà organizzative nell’ipotizzare, specie nei piccoli teatri, un afflusso tramite prenotazione, ma è certamente un buon segnale pensare di poter tornare». C’è dunque un carico di speranza, di caparbietà e di denuncia sociale, nelle giornate del gruppo artistico catanzarese che continua a provare l’opera di cui è autrice Anna Macrì. «Cria de marè, una donna, il potere e l’amore – spiega – è stato il mio flusso di coscienza non appena ho saputo dell’assassinio di Marielle, che seguivo da tempo. Cerchiamo di porgere al pubblico anche gli aspetti intimi di una biografia interessantissima fiaccata per mano di una dittatura».


La compagnia Dracma, che gestisce la residenza teatrale di Polistena – sotto la direzione di Andrea Naso – oltre ad essere stata premiata anche quest’anno dal ministero con 3 progetti finanziati, ha voluto anche in questo caso puntare al teatro di denuncia. «Il senso di questa collaborazione – afferma Naso – è il mantenimento dello scambio vero e fisico tra le compagnie e il territorio, sebbene non sarà possibile portare in scena nell’immediato il lavoro, le prove che si stanno tenendo con un ritmo incalzante sono già una occasione di osmosi, consentendoci anche di offrire noi stessi un riarrangiamento musicale che integrerà il lavoro della compagnia Confine incerto».

Giornalista
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