Fuorisede, l’idea di Anastasi (Iric): «Zero tasse per chi si trasferisce nelle università calabresi»

La proposta del consigliere regionale per spingere gli studenti a restare nella propria terra: «Servono incentivi economici per evitare lo spopolamento»

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di Redazione
19 luglio 2020
12:13
Il consigliere regionale Marcello Anastasi
Il consigliere regionale Marcello Anastasi

Sostenere gli studenti fuorisede e le loro famiglie. È quanto auspica Marcello Anastasi, consigliere regionale di Io resto in Calabria: «La Regione – dichiara in una nota stampa - può risollevare la nostra economia e contrastare lo spopolamento aiutando a restare qui a costruire il loro futuro gli studenti e le studentesse calabresi fuorisede che sono tornati in Calabria a causa dell'emergenza coronavirus».

 

 Un appello lanciato «affinché la Giunta regionale adotti misure straordinarie per sostenere i fuorisede di ritorno e le loro famiglie. Si può seguire - spiega Anastasi – l’esempio di altre Regioni del Sud, come Puglia e Sicilia, che stanno azzerando le tasse universitarie e stanno concedendo incentivi a quanti, una volta rientrati, decidano di trasferirsi da un ateneo fuori regione per iscriversi a un’università della loro terra. Si tratterebbe – aggiunge Anastasi - di un intervento grazie al quale studenti e studentesse iscritti fuori regione nell’anno accademico 2019-20 godrebbero di un contributo o dell'azzeramento delle tasse per iscriversi a una università calabrese per l’anno accademico 2020-21». Un'iniziativa che, ovviamente, dovrebbe essere affiancata, se non preceduta, «da ulteriori investimenti mirati a garantire sostegno economico a ogni studente che si trovi in condizioni di fragilità economica».

 

Inoltre, il consigliere di Iric sottolinea: «Già una settimana fa, essendo la questione al centro di un dibattito nazionale, avevo lanciato questa idea ma la Regione Calabria finora non si è mossa su questo fronte. Eppure, è evidente che i vantaggi di provvedimenti simili - prosegue il consigliere regionale di Iric - sarebbero immediati per tantissime famiglie come per le Università calabresi e andrebbero anche a contrastare un male atavico della Calabria quale quello dello spopolamento. Vanno poi considerate – sottolinea ancora- le notevoli ricadute positive che ci sarebbero per moltissime attività economiche che, evidentemente, potrebbero beneficiare della permanenza nella regione di tantissimi fuorisede per i quali la crisi si tramuterebbe in un'opportunità irripetibile per tornare e restare nella loro terra».

 

«È chiaro che ognuno deve avere la possibilità di spostarsi e realizzare altrove i propri obiettivi, ma è comunque doveroso - conclude Anastasi - che la Regione sia in prima linea per fermare l’emorragia dei cervelli e che adoperi ogni risorsa disponibile per consentire ai nostri ragazzi di rimanere qui a mettere a frutto le loro capacità e concretizzare i loro sogni».

 

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