«La mafia è una montagna di merda», il corteo virtuale in ricordo di Peppino Impastato

VIDEO | Il 9 maggio del 1978 il giornalista siciliano venne assassinato perché da solo sfidò la mafia. Quest'anno la consueta manifestazione organizzata a Cinisi dal sindaco a cui partecipano migliaia di persone è diventata un video 

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di Redazione
9 maggio 2021
14:13

A Cinisi, il paese di Peppino Impastato che qui venne assassinato il 9 maggio del 1978, ogni anno, nello stesso giorno, sindaci provenienti da tutta Italia si uniscono in un corteo con migliaia di giovani per ricordare il coraggioso giornalista siciliano che da solo sfidò la mafia pagando con la vita le sue denunce.

Quest’anno, a causa del Covid, non è stato possibile organizzare la consueta manifestazione e il sindaco della cittadina in provincia di Palermo, Giangiacomo Palazzolo, per non lasciare che questo importante evento subisse una battuta d’arresto, lo scorso 27 aprile ha lanciato l'iniziativa del 'corteo virtuale'.


«Sarebbe bello se ogni sindaco d’Italia ricordasse Impastato con una propria foto dove si tiene un cartello con la frase: "La mafia è una montagna di merda". Questa frase per qualcuno è storia dell’antimafia, per altri una strofa di poesia, per me un concetto che deve appartenere a chi amministra un Comune – ha spiegato Palazzolo -. Tutte le immagini unite diventerebbero un corteo virtuale, un messaggio forte dei sindaci d’Italia contro le mafie ed in ricordo di Peppino Impastato».

All'iniziativa hanno aderito non solo centinaia di primi cittadini da tutta Italia, ma anche attori, cantanti, giornalisti e personaggi noti del panorama artistico-culturale del Paese.

Il 'corteo virtuale' è diventato un video che è stato lanciato questa mattina sui social proprio dal sindaco Palazzolo. Il sottofondo musicale non poteva che essere "I cento passi" dei Modena City Ramblers, colonna sonora dell'omonimo film, diretto da Marco Tullio Giordana, che ha raccontato la storia di Peppino Impastato, del giornalista che tramite le frequenze di Radio Aut gridava alla Sicilia, all'Italia e a tutto il mondo: «La mafia è una montagna di merda».

 

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