La triste morte dello storico pino di Camigliatello

Il patrimonio boschivo calabrese è da anni preda di furiosi attacchi: il fuoco che distrugge migliaia di ettari all’anno, la sporcizia abbandonata ad ogni angolo, l’assalto dei "barbari della domenica"

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di Franco Laratta
29 agosto 2021
20:55

Quando muore un albero, muore un pezzo di storia. Muore una parte della nostra vita. Aveva attorno ai 150 anni di età il pino laricio di Camigliatello, posto proprio al centro della rotonda che è un po’ la porta di ingresso al villaggio turistico, nel cuore del Parco Nazionale della Sila.
È quel pino divenuto con gli anni il simbolo di Camigliatello Silano, tanto da apparire in migliaia di foto in giro per il mondo.
«Un Paese che distrugge il suo suolo distrugge sé stesso. Le foreste sono i polmoni della nostra terra, purificano l’aria e danno nuova forza alla nostra gente», diceva Franklin Roosevelt.
Non si sa il perché dell’improvvisa morte del pino di Camigliatello, anche se già dallo scorso mese di giugno sono apparsi i primi segnali di un cedimento.
Sui social impazzano le ipotesi. Una merita di essere valutata: «Che io sappia non esistono pini (o altri alberi) così sollecitati. Al centro di una rotonda di una strada di grande comunicazione. Faccio notare che quella rotonda è ancora di competenza Anas, che quanto a spargimento di sale è particolarmente generosa, senz’altro per garantire un’ottimale viabilità», scrive un tecnico che conosce bene la Sila.
Qualunque sia stata la causa della morte, rimane una grande tristezza. Se ne va un simbolo.
Intanto il patrimonio boschivo calabrese è da anni preda di furiosi attacchi: il fuoco che distrugge migliaia di ettari all’anno, la sporcizia abbandonata ad ogni angolo, l’assalto dei "barbari della domenica", lo stato di incuria dei boschi senza più cura.
Gli addetti di "Calabria Verde" fanno quanto possono, con pochi mezzi a disposizione. E gli storici forestali (troppo gratuitamente e facilmente insultati) sono anziani e sempre di meno. Una seria politica in difesa dei boschi calabresi non esiste.
Eppure è proprio da quei boschi che vieni il nostro futuro, la nostra vita.
«Un albero è bello, ma ancor di più, ha diritto alla vita; come l’acqua, il sole e le stelle, è essenziale. La vita sulla terra è inconcepibile senza alberi», diceva Anton Cechov.

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