Musei, anche il Parco archeologico di Sibari cerca un nuovo direttore

Centri culturali sempre più autonomi. Il ministro della cultura Franceschini presenta un nuovo bando per la ricerca di tredici super direttori

di Redazione
29 gennaio 2020
15:27
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Il Parco archeologico di Sibari
Il Parco archeologico di Sibari

Musei, sempre più istituti autonomi. Lo annuncia il ministro della cultura Franceschini, che a Roma ha presentato alla stampa estera il nuovo bando - il 30 sull'Economist - per la ricerca di tredici super direttori da destinare ad altrettanti istituti, otto  dei quali appena "promossi".

 

 Le novità sono il Complesso dei Girolamini a Napoli, Palazzo Reale di Napoli, il Museo archeologico di Cagliari, il Museo nazionale d'Abruzzo all'Aquila, il nuovo complesso che riunisce Palazzo Venezia e il Vittoriano a Roma, il Museo nazionale di Matera, il Parco archeologico di Sibari e la Pinacoteca di Bologna.

I musei con posti da direttore vacanti

Si devono invece sostituire i posti vacanti alla Galleria Borghese di Roma e al Parco Archeologico di Ostia (le cui direttrici Anna Coliva e Maria Rosaria Barbera andranno in pensione prima dell'estate) al Museo nazionale Romano di Roma (Anna Maria Porro è stata nominata Soprintendente Speciale all'arte e all'archeologia di Roma) e poi Palazzo Ducale di Mantova e la Galleria Nazionale delle Marche i cui direttori, entrambi stranieri, hanno lasciato in polemica con la passata gestione ministeriale. In tutto i musei autonomi statali diventano trentadue, compresi la Galleria delle Accademie di Firenze, il Museo etrusco di Roma e il Parco archeologico dell'Appia Antica la cui autonomia, abolita da Bonisoli, è stata ripristinata e i direttori uscenti riconfermati ai loro posti.

Tornano le domeniche gratis al Museo

«L'autonomia ha dato ottimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti», dice Franceschini. Dal 2014 ad oggi «i musei statali italiani hanno avuto 10 milioni di visitatori in più (+34,1%) e aumentato gli incassi. Con il nuovo bando mi aspetto si candidino in tanti dall'Italia e dall'estero perché nella cultura non conta la nazionalità, conta il merito». Ripristinate e rese fisse, infine, le domeniche gratuite: «Hanno messo in vetrina i musei italiani e fatto crescere anche i visitatori a pagamento».

 

 

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