Crotone

Progetto Antica Kroton, Spirlì: «Con la rimodulazione abbiamo salvato i fondi»

VIDEO | Il presidente ff della Regione a Crotone ha illustrato gli interventi di valorizzazione archeologica per complessivi 62 milioni di euro: non si scaverà nel quartiere settentrionale né in piazza della Resistenza

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di Francesca Caiazzo
31 agosto 2021
08:46

«Abbiamo deciso di effettuare una rimodulazione degli interventi perché alcune aree della città non possono entrare al momento nel progetto in quanto necessitano di bonifica». Spiega così, il presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì, le ragioni che hanno spinto Regione, Ministero e Comune di Crotone, a modificare - nonostante le proteste delle associazioni - il programma Antica Kroton (approvato di recente con delibera di Giunta regionale), escludendo dagli interventi di valorizzazione archeologica il quartiere settentrionale, che rientra nel Sito di interesse nazionale Crotone-Cerchiara-Cassano. Il 90% degli importi inizialmente destinati a quell’area è stato ridistribuito su altri interventi. «Era assolutamente folle pensare, per questo, di bloccare 62 milioni di euro per i beni culturali crotonesi che la città aspetta da tanti anni e che merita, perché Kroton ha il diritto di essere finalmente scoperta e mostrata al mondo» ha detto lunedì pomeriggio a margine della presentazione del progetto a Crotone.

Non si scaverà in piazza della Resistenza

Esce dal progetto, l’azione di scavo urbano in piazza della Resistenza, davanti al palazzo municipale, perché «dalle risultanze delle indagini geofisiche effettuate, è emerso che – si legge in documento mostrato dal presidente - la peculiarità dei depositi archeologici emersi, non consente di formulare ipotesi sul loro stato di consistenza e conservazione». Per Spirlì, «sarebbe stato inimmaginabile smontare l’intera piazza e renderla un cantiere, per poi mostrare anche le sue parti più “povere”, diciamo così. Invece ci saranno delle installazioni che mostreranno quello che c’è sotto».


La bonifica del castello Carlo V

Ridimensionato anche l’intervento nell’area Acquabona (da 3,8 a 1,8 milioni di euro) in quanto già destinataria di finanziamento proveniente dal programma Agenda Urbana. Potenziate le azioni nell’area Stadio-Parco Pignera (da 1,6 a 4,4 milioni) e quelle relative al vecchio tracciato della ferrovia calabro-lucana (da 1,5 a 2 milioni). 1,6 milioni di euro sono destinati alla zona circostante l’ex Ariston, mentre 1,5 milioni serviranno a realizzare il percorso naturalistico e paesaggistico di santa Lucia. Nel centro storico cittadino, per il “recupero della cittadella fortificata viceregnale”, saranno investiti 4,2 milioni di euro, rispetto ai 3 previsti dl progetto originario, contribuendo così ai lavori di bonifica del castello Carlo V, chiuso dal 2018 perché in diversi punti è stata rilevata la presenza di materiale inquinante.

Gli altri interventi

C’è poi la linea di intervento (per circa 10 milioni di euro) che comprende la fruibilità dell’abitato antico e dell’Heraion Lacinio e la valorizzazione dei percorsi che collegano Crotone con Capo Colonna, da realizzarsi in supporto con l’esistente Museo del Mare, di proprietà del Comune, e quella per la realizzazione di itinerari archeologici subacquei nell’Area Marina Protetta Capo Rizzuto. Invariata la spesa prevista per la creazione di un Museo dell’Antica Kroton: che prevede azioni di comunicazione e marketing (2 milioni di euro), la riqualificazione della scuola San Francesco (2 milioni di euro) e la realizzazione di un museo virtuale (200 mila euro).
Gli interventi previsti dal progetto sono tanti quindi anche i tempi di realizzazione variano: «Non saranno lunghi, ma sono quei tempi giusti che serviranno. Si partirà dal castello» assicura Spirlì.

L’annuncio su Cutro

Nel corso della conferenza stampa - alla quale era presente anche il sub commissario regionale della Lega, Cataldo Calabretta - Spirlì ha annunciato anche una inattesa novità su una grande incompiuta del crotonese: la caserma dell'Esercito che avrebbe dovuto vedere la luce a Cutro. La Regione, che avrebbe già avuto positive interlocuzione con il ministero della Difesa, proprietario delle palazzine ormai abbandonate, vorrebbe farne un «incubatore di start up, con progetti moderni affidati a giovani ricercatori: sarà un punto di grande onore per la Calabria».

Giornalista
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