L’evento internazionale

Scilla, la prima del meeting Sud e Futuri: al centro della discussione la ripartenza post pandemia

Tanti significativi interventi in tema di sanità, sicurezza del territorio, imprese, economia e sviluppo nel corso della prima sessione della rassegna promosso dalla fondazione Magna Grecia

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di Anna Foti
9 settembre 2021
15:45
Uno scatto del primo incontro
Uno scatto del primo incontro

Al via la terza edizione di Sud e Futuri (R)innoviamo il Mezzogiorno, meeting internazionale promosso dalla fondazione Magna Grecia presieduta da Nino Foti che quest’anno ha come cornice la Calabria, in particolare il suggestivo borgo di Scilla. Dopo i seminari del 27 e 28 agosto, in occasione dei quali, in piazza San Rocco, sono intervenuti il procuratore Nicola Gratteri, il professore Antonio Nicaso e lo scienziato Robert Gallo, da oggi e fino a venerdì il castello Ruffo ospiterà dei workshop incentrati su tematiche strategiche per il progetto di rinnovamento del Mezzogiorno, come suggerisce lo stesso titolo del meeting.

Oltre 60 autorevoli ospiti per discutere di legalità, sviluppo, investimento sulle persone e sulle infrastrutture, Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nuova narrazione del Sud, il ruolo delle donne e prospettive di collaborazione per un’Italia Unita nella ripartenza dopo la pandemia.


Gli interventi

Tre sessioni in questa prima giornata di lavori dedicata alle Infrastrutture e allo sviluppo sostenibile, moderata dai giornalisti Paolo Mieli, Paola Bottero e Alessandro Russo. Dopo i saluti istituzionali di Pasqualino Ciccone, sindaco di Scilla, Nino Foti, presidente di  Fondazione Magna Grecia, Maria Stefania Caracciolo, prefetta vicaria di Reggio Calabria, la prima sessione ha centrato proprio il tema della Ripartenza post pandemia, attraverso gli interventi di Immacolata Postiglione, vice capo dipartimento Protezione Civile, del giornalista del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, dell’amministratore delegato Consap, Vincenzo Sanasi d'Arpe, del vicepresidente della conferenza delle Regioni e delle province Autonome e assessore per l’Economia regione Siciliana, Gaetano Armao, del giudice della Corte dei Conti, Antonello Colosimo, del direttore Cardiologia presso il Policlinico Tor Vergata  consulente emergenza Covid regione Calabria, Franco Romeo.

In apertura, i giornalisti Paola Bottero e Alessandro Russo hanno rilanciato la scommessa della fondazione Magna Grecia su un Sud capace di puntare su quanto finora rimasto allo stato potenziale per ripartire. Ha poi ringraziato per l’occasione di valorizzazione del borgo, divenuto attraverso questo prestigioso meeting, autorevole laboratorio di idee per il rilancio del Sud, il sindaco di Scilla, Pasqualino Ciccone.

«È un’iniziativa che ci fa ben sperare e dalla quale trarre spunti per guardare al positivo che esiste sul territorio calabrese. Occorre chiedersi perché le tante imprese sane che pure esistono non riescano a decollare, nonostante l’immenso patrimonio di questa regione. Fondamentale creare un fronte positivo che consenta di orientare diversamente questo andamento», ha sottolineato Maria Stefania Caracciolo, prefetta vicaria di Reggio Calabria.

Vigilare sulla futura classe politica

Antonio Padellaro, giornalista del Fatto Quotidiano, ha offerto la sua lettura, inquadrando la tematica in una «triangolazione i cui vertici sono la Commissione Europea, la presidenza del Consiglio dei Ministri affidata a Mario Draghi, personalità di grande autorevolezza e garante agli occhi del mondo dell’enorme debito pubblico del nostro Paese e dell’attuazione del PNRR, e la presidenza della Repubblica nella persona di Sergio Mattarella. L’Esecutivo è certamente ad oggi chiamato a vigilare su quanto farà con le risorse destinate al Sud la nuova classe politica che i calabresi ai apprestano ad eleggere», ha sottolineato Antonio Padellaro.

Ripartire dalla Sicurezza

La ripartenza post pandemica diventa occasione per riflettere sul tema con un approccio anche plurale. «Questa opportuna attenzione ai temi del rilancio ci consente di riannodare i fili delle varie criticità che hanno riguardato il nostro Paese, dove in questo momento insistono trentacinque stati di emergenza. Un dato che ci sollecita a percepire il tema della ripartenza non più come eccezionale. Esso andrebbe declinato ponendo come fulcro quello della messa in sicurezza del Paese. Per il Sud ripartenza deve significare lavorare sulla prevenzione. La Calabria, per esempio, è l’unica regione in cui tutti i comuni sono classificati a rischio sismico e idrogeologico», ha spiegato Immacolata Postiglione, vice capo dipartimento Protezione Civile.

Distribuzione iniqua delle risorse

 Resta aperta la riflessione sulle criticità legate alla gestione e alla destinazione di fondi pubblici solo sulla carta destinati anche al Sud. «Dobbiamo certamente lavorare sulla struttura sociale, su un rete improntata al civismo che possa scardinare sistemi illeciti che hanno dimostrato capacità di radicamento e di accentramento delle risorse. Ma è necessario anche rivedere i criteri di accesso a queste risorse che non favoriscono ma escludono proprio i territori che più ne hanno bisogno. I criteri della densità della popolazione, dei servzi già presenti e della situazione finanziaria continuano a lasciare indietro il Sud», ha sottolineato Nino Foti, presidente fondazione Magna Grecia.

Velocità di spesa e competenze

La sfida dei fondi ingenti in arrivo riguarda tutte le regioni del Mezzogiorno. «Abbiamo dati di crescita importanti che dovranno sfidare l’evoluzione di questa pandemia. Necessario, tuttavia, intersecare la necessità di velocità della spesa e quella di gestione delle competenze poichè si pone un problema del coordinamento tra le strutture reticolari presenti nel nostro sistema che quasi sempre pregiudica l’effettivo coinvolgimento dei territori e delle comunità dove poi le risorse vengono allocate», ha evidenziato il vicepresidente della conferenza delle Regioni e delle province Autonome e assessore per l’Economia regione Siciliana, Gaetano Armao.

Controllo giurisdizionale sospeso

Nodo centrale resta anche quello del controllo. In questo senso lancia l’allarme il giudice della Corte dei Conti, Antonello Colosimo .«Oggi che abbiamo sempre molti debiti avendo però anche tanti soldi, operiamo in un sistema giurisdizionale depotenziato da un provvedimento del governo Conte che ha sospeso la funzione giurisdizionale della Corte dei Conti in tema di accertamento di responsabilità del danno erariale per gli amministratori. Dunque saranno gestiti miliardi senza che un organo terzo della magistratura possa  verificare e sanzionare. Avrà luogo solo una certificazione semestrale sulla conformità dell’attività di gestione che metterà in discussione l’erogazione dei fondi ma non accerterà alcuna responsabilità», ha posto in luce Antonello Colosimo.

Attenzione a programmazione e investimenti

Della necessità di strumenti di politica industriali ha parlato Vincenzo Sanasi d'Arpe, amministratore delegato Consap. «Siamo di fronte ad un’occasione straordinaria per ridurre il divario tra Nord e Sud, con obiettivo dichiarato di sostenere il Mezzogiorno con particolare riferimento alle infrastrutture. Di fronte a questa sfida è necessario prestare massima attenzione alla programmazione e agli investimenti tanto dal punto di vista della liceità quanto dal punto di vista delle modalità operative».

Calabria responsabile e consapevole

Focus sulla sanità è stato posto, lungo il corso di tutta la sessione mattutina, dal giornalista, saggista e storico, Paolo Mieli.
«Ritengo che la Calabria abbia dato prova di grande consapevolezza, visti i dati relativi alla vaccinazione, nonostante una sanità commissariata e le tormentate vicende dello scorso anno, segnato anche dalla prematura scomparsa della presidente della Regione Calabria, Iole Santelli. Un evento drammatico che ha richiesto alla Regione una maggiore responsabilità nelle more del voto in arrivo».

Narrazione sanitaria da correggere

Una lettura confermata dal direttore Cardiologia presso il Policlinico Tor Vergata e consulente emergenza Covid regione Calabria, Franco Romeo.
«Un accento dobbiamo porlo sulla narrazione della sanità in Calabria in questo frangente pandemico. Noi abbiamo avuto 1302 morti in questa regione dall’inizio della pandemia e, anche se i disordini e ritardi non sono mancati, non abbiamo registrato situazioni in cui i 140 posti in terapia intensiva non siano bastati. Se pensiamo che in Lombardia i posti sono 500 ma con una popolazione sensibilmente superiore, capiamo bene che la nostra situazione non era e non è così critica come spesso è stata rappresentata. Se pensiamo, altresì, anche che i 140 posti in terapia intensiva coprono abbondantemente tanto l’emergenza cardiologica che quella neurologica, il dato è ancora più incoraggiante. Il tema critico resta, invece, quello della mobilità sanitaria passiva che costa ogni anno trecento milioni di euro», ha evidenziato il consulente emergenza Covid regione Calabria, Franco Romeo.

Le sessioni pomeridiane

I lavori della terza edizione di Sud e Futuri (R)innoviamo il Mezzogiorno, riprenderanno nel pomeriggio, alle 16.30, con le sessioni dal titolo “Corridoio Scandinavo Mediterraneo passa dal Ponte” e “Infrastrutture e reti di comunicazione: il futuro è tecnologico” con gli interventi di Massimo Simonini, amministratore delegato Anas, Dario Lo Bosco presidente Trainose gruppo FS, Saverio Romano, vicepresidente Fmg e già ministro della Repubblica, Marina Tornatora docente  dipartimento dArte UniRC, Giuseppe Smorto giornalista, già direttore di Repubblica.it, Santo Marcello Zimbone rettore università Mediterranea RC, Luigi De Vecchis, presidente Huawei Italia, Roberto Napoletano direttore il Quotidiano del Sud e Giovanni Ferigo, amministratore delegato Inwit.

Giornalista
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