Scuola, il ministro: «A settembre metà studenti in classe e metà online»

Tra le ipotesi al vaglio per il rientro sui banchi quella della didattica mista, al fine di evitare affollamenti negli istituti scolastici: «Non possiamo far stare 28-30 persone in classi-pollaio»

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di Redazione
2 maggio 2020
20:04

Il ritorno sui banchi di scuola è previsto per settembre. Ma non sarà come gli altri anni: l’ipotesi è che le lezioni vengano seguite per metà del tempo in classe e per metà online. Senza raddoppi o smembramenti, però: gli alunni che restano a casa seguiranno le lezioni sempre con i loro compagni ma collegati al computer. E si alterneranno nei posti sui banchi, nel corso della settimana, per evitare l'affollamento nelle scuole. È stata la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina a spiegare come funzionerà la "didattica mista" al momento della ripresa dell'anno scolastico.

Tornare a scuola ma evitare assembramenti

«A settembre si deve tornare a scuola, gli studenti hanno diritto di tornare a scuola» e questo vale anche per le scuole elementari, ha detto sottolineato la ministra in un'intervista a Skytg24. Un'indicazione su come riaprire la scuola a settembre arriva intanto anche da uno studio del Politecnico di Torino. Ingressi e uscite scaglionati a intervalli regolari di tempo, per evitare gli assembramenti, attività all'aperto e teledidattica, e soprattutto dimezzamento del numero di alunni per classi con turnazioni. Uno studio che sarà testato già dalla prossima settimana in sette scuole del Piemonte, cinque delle quali a Torino.

«No alle classi-pollaio»

«Non abbiamo mai parlato di doppi turni» per la ripresa della scuola a settembre, chiarisce Azzolina spiegando che l'ipotesi è quella di dividere le classi: la metà degli studenti per metà settimana andrebbe a scuola, poi vi andrebbe l'altra metà, e comunque si terrebbero sempre gli studenti che sono a distanza collegati, «così la socialità resta». «Non possiamo far tornare gli studenti a scuola con 28-30 persone per classe. Io ho sempre fatto una battaglia contro le classi-pollaio», ha aggiunto. Il 4 maggio «piano piano l'Italia riaprirà ma non sarà un libera tutti, vedremo che cosa accadrà nelle prossime due settimane». Sul problema della dispersione scolastica, la ministra ha sottolineato che, al di là dell'emergenza sanitaria, l'Italia già era «fuori ogni media, sto lavorando perché non aumenti. Nessuno studente deve rimanere indietro».

I concorsi per gli insegnanti e le polemiche

Quanto invece ai concorsi per gli insegnanti, Azzolina respinge chi, come anche la senatrice Loredana De Petris di LeU, chiede di procedere con concorsi per titoli. «Chi dice che si possono fare concorsi per titoli mente spudoratamente, nessuno sarebbe assunto a settembre perché i tempi non ce lo permettono», ha risposto la ministra. Nella stessa maggioranza diverse le polemiche contro la Azzolina: esponenti di Italia Viva hanno definito l'annuncio fatto in una intervista tv, sulle modalità della ripresa della scuola a settembre, «uno schiaffo al Parlamento». Più duro il commento di Massimo Gandolfini, leader del Family Day che sulla scuola fatta in parte sui banchi di scuola e in parte con il pc da casa usa parole come «una follia», «un disastro».

Aiuti per i genitori lavoratori

Lucia Azzolina ha confermato infine che c'è un piano per aiutare le famiglie con bambini: la possibilità attraverso gli enti locali e il terzo settore, ma nelle strutture scolastiche, di fare centri per bambini ora che i genitori dovranno tornare a lavorare. L'ipotesi è di organizzare gruppi di 4-5 bambini. Ma l'idea deve ancora essere valutata dal Comitato Tecnico Scientifico.

 

 

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