Vibo torna per tre giorni al centro della cultura classica italiana. Dal 2 al 4 ottobre la città ospiterà il Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Cultura Classica, un appuntamento che porterà nel capoluogo calabrese esponenti del mondo accademico e che segnerà anche il rinnovo del direttivo nazionale per il quadriennio 2026/2030.

L’iniziativa è stata presentata al Liceo Scientifico “G. Berto”, sede della delegazione territoriale “Carlo Diano” e del congresso, che coinvolgerà anche il Liceo Classico “Michele Morelli” e Palazzo Gagliardi. Al centro della tre giorni ci sarà il tema “Sogni, visioni e profezie”, declinato attraverso un percorso tra antropologia, filosofia e filologia e costruito attorno al rapporto tra passato e presente.

Un appuntamento di particolare rilievo per la delegazione “Carlo Diano” e per la sua presidente Caterina Scolieri, che ha sottolineato il valore dell’assegnazione ottenuta dal territorio. «Sono orgogliosa dell’opportunità offerta a Vibo dal presidente nazionale Renzo Tosi – afferma Scolieri –. Per la delegazione Diano è un risultato straordinario».

Il congresso, spiega la presidente, sarà articolato in due momenti principali, ossia «il convegno e il voto per il direttivo 2026/2030». Il programma sarà arricchito anche da momenti dedicati alla musica e al teatro, con gli intermezzi del pianista Daniele Paolillo, una performance teatrale affidata agli studenti e la cena sociale alla quale parteciperanno i soci provenienti da tutta Italia.

La scelta di Vibo assume un significato particolare anche alla luce della sua storia. Il tema della manifestazione richiama infatti il nostos, il ritorno verso un passato che affonda le proprie radici nell’antica Hipponion, restituendo alla città una centralità culturale legata alla sua tradizione classica.

«Un grande onore per i licei Scientifico e Classico – sostiene la dirigente del Berto, Licia Bevilacqua –. Se, infatti, Vibo appare decentrata nella geografia attuale, guardando alla nostra archeologia classica torna improvvisamente centrale. E Carlo Diano è la figura chiave per unire passato e presente».

Il congresso sarà anche il risultato di un lavoro condiviso tra diverse realtà scolastiche del territorio. Accanto al Berto e al Morelli saranno coinvolti il Liceo Bruno Vinci di Nicotera, il Galluppi di Tropea e l’Einaudi di Serra San Bruno, con studenti e docenti chiamati a partecipare alla costruzione del percorso culturale.

La rassegna, infatti, prevede contributi antropologici, filosofici e filologici, con l’obiettivo di «chiudere il cerchio e formare un sinolo perfetto», mettendo in relazione discipline, generazioni e istituti differenti.

«Tra le scuole non c’è stata dicotomia ma il senso dell’unicum di un progetto condiviso – commenta Bevilacqua –. Un plauso va ai docenti Ferro, Castagna, Cantafio, Continanza, Scolieri e Fortuna, capaci di far vivere un esempio concreto di alternanza scuola-lavoro».

La tre giorni vibonese diventa così anche un'occasione per riportare al centro il patrimonio classico della città e il suo legame con il mondo della ricerca e dell’università, attraverso un appuntamento che unisce formazione, divulgazione e confronto accademico. Un ritorno ideale alle radici di Hipponion, ma anche un modo per proiettare quella tradizione nel presente attraverso le nuove generazioni.