L’esercito russo si avvicina a Lysichansk

VIDEO | Il capo dell’Amministrazione del Luhansk ha affermato che «la situazione è estremamente difficile». Ma finora le forze ucraine sembrano essere riuscito a evitare l'accerchiamento

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di Giusy Criscuolo
23 giugno 2022
21:30

Il capo dell'amministrazione della regione di Luhansk, Serhiy Hayday, la mattina del 23 giugno, ha definito la situazione nella regione «estremamente difficile», la maggior parte della regione è stata catturata dall'esercito russo. Secondo Hayday, le truppe russe hanno inviato «tutte le riserve» a loro disposizione per assaltare Severodonetsk espandendosi in direzione Zolote-Toshkovka e a sud di Lisichansk. Inoltre i russi, sempre a detta del capo dell’Amministrazione del Luhansk, avrebbero catturato altri due insediamenti. Quello di Loskutivka e quello di Rai-Aleksandrovka.

Questa avanzata è stata possibile solo dopo gli accadimenti del 22 giugno. In quest'area, secondo Hayday, i russi pochi giorni fa sarebbero riusciti ad avanzare a Toshkovka catturandola. A giudicare dalla mappa dell'American Institute for the Study of War (Isw), dopo la cattura di questi insediamenti da parte dei russi, le città di Zolote e Gorskoye, controllate dall'esercito ucraino, sembra siano state accerchiate. Non è ancora detta l’ultima parola, ma sembra che l’idea di chiudere a sacca la resistenza delle Forze Ucraine nella zona, possa prendere forma.


Dall’altra parte, l'autoproclamato Lpr afferma che il gruppo ucraino in queste città è in «completo accerchiamento» e le pubblicazioni filogovernative russe scrivono che nella zona potrebbero essere di stanza fino a tremila soldati ucraini. Tuttavia, un video di corrispondenti di guerra filo-Cremlino dall'area di Zolote-Gorsky mostra che le truppe ucraine probabilmente si sono ritirate dalle loro posizioni senza combattere. Non è ancora chiaro se le truppe russe siano riuscite ad accerchiare un folto gruppo a difesa della zona. La pubblicazione Focus, citando fonti, scrive anche del ritiro dei militari da Zolote.

Fino al 24 febbraio, la città di Zolote era sulla linea di demarcazione tra l'esercito ucraino e i separatisti filo-russi. Secondo Hayday, le fortificazioni di Zolote sono state bombardate dal 2014 e, dopo l'inizio di una guerra su vasta scala, tutto ciò che può arrivare dalla Russia viene aerotrasportato lì. Si parla di munizioni al fosforo, di bombe aeree, quindi ci sarebbe la concreta possibilità che il comando russo possa dare un ordine di passare a «nuove frontiere fortificate».

Il 23 giugno, il ministero della Difesa britannico ha anche annunciato una possibile ritirata dell'esercito ucraino nel sud di Lysichansk. Secondo l'intelligence militare britannica, dal 19 giugno l'esercito russo è avanzato di oltre cinque chilometri verso le regioni meridionali di Lysichansk. Lo stesso collegherebbe i successi militari dei russi al rafforzamento delle unità combattenti e ad un'elevata concentrazione di fuoco di artiglieria. Allo stesso tempo, il dipartimento ha osservato che l'offensiva russa nella parte occidentale della regione di Donetsk è ancora rallentata.

L'Isw (Istituto per lo studio della guerra) presume che le truppe russe si avvicineranno a Lysichansk da sud entro pochi giorni. Ora i combattimenti sono in corso nell'area del villaggio di Belaya Gora, che confina da sud a Lysichansk.

Inoltre Serhiy Hayday ha affermato che la «strada della vita» che collega Lysichansk con Bakhmut non è ora in uso a causa dei continui bombardamenti, ma in alcune zone è stato possibile evacuare alcuni civili. Tra ieri e oggi 74 persone sono state evacuate da Lysichansk. Anche se difficile, si fa di tutto per mettere in salvo coloro che chiedono di essere evacuati. Nonostante i bombardamenti siano aumentati in modo esponenziale. Anche nei villaggi inizia ad esserci un raduno più corposo di civili. Tra questi numerosissimi bambini, alcuni dei quali sono già stati portati in salvo e che finalmente «dopo quattro mesi di inferno ricominceranno a vivere» dice Hayday.

Riguardo all’Azot, la Fabrica chimica sotto assedio, dove vi sarebbero civili e militari, i bombardamenti russi sono incessanti. A detta di Hayday, le bombe cadrebbero pressappoco sempre nelle stesse zone: «In caso Severedonetsk fosse occupata, le persone nei rifugi antiaerei dell’Azot diventeranno ostaggi dei russi. Gli uomini trovati e non evacuati dalle zone occupate, sono costretti ad entrare in guerra venendo utilizzati come carne da cannone».

Ma la voglia di capire è tanta, così ho la possibilità di parlare con alcuni locali, che si lasciano intervistare. Chiedo perché i civili si trovino nella fabbrica, poiché questa «rediviva situazione» avrebbe ingenerato dei dubbi sul fatto che gli stessi si siano trovati costretti a rifugiarsi nell’Azot. La voce di chi in questo momento è riuscito ad evacuare dice: «La fabbrica si trova in Severedonetsk dai tempi dell’antica Urss. Da noi le fabbriche di un certo tipo, sono sempre state fortificate e rese bunker indistruttibili e hanno continuato ad essere fortificate fino ai giorni nostri in previsione di guerre che nessuno sperava mai arrivassero. È normale che noi civili ci rifugiamo lì. Le nostre case come le nostre cantine non sarebbero in grado di sopportare l’arrivo di un bombardamento aereo, saremmo spacciati. Questo genere di fabbriche sono il rifugio migliore».

Come mai non siete fuggiti (chiedo): «Nessuno di noi pensava si sarebbe arrivati a tanto. Non volevamo lasciare le nostre case, la nostra terra. Ora ci si sta spingendo oltre. La gente che non vive questo terrore non capisce. Se doveste scegliere se stare in una semplice casa, o in un palazzo aspettando la morte che arriva dal cielo o aveste la possibilità di rifugiarvi in una struttura pensata da tempo (non sospetto) per questo motivo, cosa scegliereste per salvarvi?». Taccio e spero solo che questo orrore finisca il prima possibile, ma le previsioni sono tutt’altro che rincuoranti.

*foto Hayday

Giornalista
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