Aeroporto Reggio Calabria, è rottura tra Sacal e task force comunale: «Vogliono far sparire il Tito Minniti»

VIDEO | Il coordinatore dell'organismo tecnico: «È l’inizio di una fase nuova che sposta le questioni su altri tavoli, in primis quelli di Enac e Ministero Trasporti»

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di Anna Foti
20 luglio 2021
18:00

È rottura tra la società di gestione aeroportuale calabrese Sacal e la task force. La decisione è stata comunicata oggi dall'organismo tecnico, istituito in seno al comune di Reggio Calabria per seguire attentamente le fasi di ammodernamento e rilancio dell’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria, ed è stata assunta alla luce di fatti e comportamenti dopo i quali è impossibile non ammettere che «il vero, reale, obiettivo della Sacal è quello di sviluppare al massimo l’aerostazione di Lamezia facendo, di fatto, languire quelli di Reggio e Crotone, fino a farli sparire», ha dichiarato in una nota il coordinatore Salvatore Chindemi.

«Abbiamo constatato con amarezza e disappunto, che ai comportamenti responsabili e collaborativi del sindaco metropolitano, supportato da tutti i componenti della task force, i vertici della società di gestione lametina hanno ritenuto di dover adottare un comportamento ‘padronale’, disattendendo ogni impegno sottoscritto pubblicamente. La stessa missiva oggi pubblicamente trasmessa al sindaco Falcomatà dal Presidente Sacal Giulio De Metrio, dai toni dimessi, quasi difensivi, e ben lontani dal merito reale delle concrete questioni poste sul tavolo, è indice dell’approssimazione e della scarsa incisività che oggi caratterizza la governance dell’Aeroporto reggino, sulla quale continuiamo a chiedere fatti concreti ed una reale e tangibile inversione di tendenza», ha spiegato ancora l'avvocato Salvatore Chindemi, ribadendo che «Sacal è solo un ente aeroportuale gestorio e che i reali ‘proprietari’ dello scalo reggino sono i cittadini della Città Metropolitana e che la rappresentanza dei loro interessi attiene, esclusivamente, ai suoi rappresentanti politici».

Nessuna resa, comunque sul fronte del rilancio dell’aeroporto dello Stretto. «La cessazione della interlocuzione con Sacal non rappresenta, in alcun modo, l’accantonamento delle problematiche aeroportuali dello scalo reggino. Anzi, è l’inizio di una fase nuova che sposta le questioni su altri tavoli, in primis quelli di Enac e Ministero dei Trasporti. Noi siamo pronti e determinati ad accettare questa sfida che Sacal ha inteso lanciare con i suoi comportamenti, nell’esclusivo interesse di questa città: chiediamo il contributo di tutti, al di là delle appartenenze politiche, sul presupposto che la città metropolitana, privata del suo scalo, diventerebbe una scatola vuota allontanando definitivamente ogni prospettiva di sviluppo che, duole dirlo, forse rappresenta il reale disegno delle altre provincie corregionali», ha concluso il coordinatore della task force comunale, Salvatore Chindemi.


L’impegno del viceministro Morelli

L’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria sarà al centro di un tavolo tecnico istituito in seno al ministero delle Infrastrutture dei Trasporti, con tutti gli attori interessati, per ragionare insieme «su interventi seri atti a migliorare l’accessibilità dello scalo, utilizzando le risorse già disponibili e stanziandone delle altre, se necessario». Questo l’annuncio che il vice ministro Alessandro Morelli ha affidato ieri ad una nota nella quale ha anche manifestato le sue perplessità circa quelli che ha definito 9 piccoli progetti da realizzare con una somma importante da investire «non per interventi di dubbia rilevanza ma per rendere lo scalo appetibile e competitivo a livello nazionale e internazionale. Questo significa garantire un accesso ferroviario diretto possibilmente all’interno dell’aerostazione, implementare le attuali linee viarie di accesso, e sviluppare i collegamenti via mare tra Messina e l’Aeroporto dello Stretto. Ci sono ben 25 milioni di euro a disposizione da quasi 3 anni: è bene che siano impiegati, in modo virtuoso, per rendere possibili soluzioni di questo tipo, e non per interventi di dubbia rilevanza, peraltro con l’esborso di ingenti quantità di denaro pubblico». Queste le dichiarazioni del vice ministro in quota Lega circa i progetti da anni promossi come risolutivi per le sorti dello scalo dall’esponente della sua stessa maggioranza di Governo, il deputato forzista reggino Francesco Cannizzaro.

Le fasi che hanno preceduto la rottura

Nelle scorse settimane il coordinatore della task force comunale reggina, Salvatore Chindemi, aveva definito l'interlocuzione con Sacal una strada in salita manifestando disappunto anche circa il rinvio a fine anno, e dunque al 2022, dell’ingresso di Metrocity in Sacal, nonostante la recente crisi di liquidità della società, l'assenza di notizie sui tempi dei cantieri e la mancata possibilità di un confronto nel merito dei nove progetti oggetto gli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’Aeroporto di Reggio Calabria.

La nota di Sacal

Con una nota Sacal nei giorni scorsi comunicava che, dei nove progetti oggetto della convenzione, Enac ne ha già approvati tre non meglio specificati e si impegnava a procedere con le gare di appalto integrato, entro l’estate corrente per uno di essi, per gli altri due entro l’autunno. Riferiva altresì di una convenzione con la regione Calabria per il finanziamento di circa un milione e mezzo di euro per completare i lavori sulle infrastrutture di volo interrotti a seguito del fallimento della precedente Società di gestione dell’aeroporto. Infine Sacal parlava dei promettenti esiti dello studio recentemente completato dalla Società internazionale indipendente TO70 sulle nuove procedure strumentali per l’atterraggio nell’aeroporto reggino. Studio in attesa di essere presentato a breve a Enac, a supporto della riduzione delle limitazioni operative che caratterizzano da tempo lo scalo reggino.


Ma mentre Sacal comunicava di lavorare senza sosta per lo sviluppo dell’aeroporto reggino avendo affidato, in forza di finanziamenti risalenti già al 2019 e in forza di una convenzione che a settembre compirà già un anno, solo la progettazione di tutte le opere, alcune delle quali invece avrebbero dovuto essere già cantierizzate, senza però nulla riferire ancora circa i tempi di inizio lavori e l’impatto sull’attività volativa già carente, Comune e Metrocity di Reggio Calabria assumevano posizioni critiche verso la stessa società di gestione.

Le critiche di Comune e Metrocity di Reggio

«È giunta l’ora di passare dalle parole ai fatti. A Sacal chiediamo una netta e concreta accelerazione delle attività per lo sviluppo del nostro aeroporto. Da parte nostra siamo pronti, da istituzioni responsabili, a supportare concretamente questo percorso. Alla società di gestione regionale spetta il compito di dare un seguito tangibile e concreto alle intenzioni dichiarate nei mesi scorsi. Non vi sono, però, oggi segnali che lascino intuire una reale inversione di tendenza sullo sviluppo del nostro scalo. Rimangono ancora in piedi le limitazioni tecniche, non si hanno notizie ufficiali del progetto di ammodernamento dell’aerostazione, né siamo a conoscenza di reali intenzioni da parte di Sacal di allargare la base societaria accogliendo l’ingresso di nuovi soci», incalzava l’assessora ai Trasporti e all’Urbanistica del Comune di Reggio Calabria, Mariangela Cama.

Faceva seguito sull’altro nodo dell’ingresso in Sacal della Città Metropolitana di Reggio Calabria, il consigliere delegato ai Trasporti, Carmelo Versace ribadendo «la volontà di acquisire quote Sacal per rilanciare l’aeroporto Tito Minniti, incredibilmente sopraffatto da un’apparente apatia che danneggia un territorio e la cittadinanza. La Città Metropolitana negli anni si è dimostrata partner attenta e disponibile ad ogni collaborazione utile a far crescere il transito passeggeri nello scalo reggino. Non ci siamo tirati indietro quando si è trattato di avviare, insieme a Sacal, una strategia comune di marketing territoriale che portasse a risultati che tutti noi speravamo. Tuttavia, a distanza di tempo, l’importanza di questo esperimento non è stata sufficientemente ed adeguatamente assorbita da Sacal, costringendoci ad interrompere il progetto per orientare le nostre scelte su canali probabilmente più vantaggiosi per la città di Reggio e per il suo aeroporto».

La lettera del presidente De Metrio al sindaco Falcomatà

Un fermento che ha registrato la risposta del presidente di Sacal, Giulio De Metrio, che ieri ha scritto direttamente (inviando oggi la missiva pubblicamente) al sindaco Giuseppe Falcomatà, bollando come notizie forvianti quelle apparse nelle ultime settimane sui media locali e come informazioni strumentali quelle diffuse anche dallo staff del Comune reggino. Nella missiva si è soffermato altresì sul clima collaborativo che, a suo dire, non sarebbe mai venuto meno nell’interlocuzione con il Comune. «Mi pare che il confronto tra noi si sia svolto in questi mesi in modo costruttivo, nella consapevolezza che ognuno debba incidere concretamente nel proprio ambito di responsabilità», ha scritto il presidente di Sacal ricordando di «essere personalmente venuto a Reggio almeno cinque volte, nonostante il periodo difficilissimo, che verrà purtroppo ricordato per la crisi pandemica e per l’impatto senza precedenti su tutta l’industria del trasporto aereo e sulla nostra azienda».


Nel merito operativo poi il presidente De Metrio ha soltanto riferito delle prime aree di intervento necessarie al rilancio da lui stesso indicate: rimozione delle limitazioni operative; riqualificazione delle infrastrutture aeroportuali; attivazione di accessibilità su gomma, ferro ed acqua all’aeroporto; promozione del decoro e dei servizi urbani intorno all’aeroporto e in città; promozione e sviluppo del territorio. Di interesse appare il passaggio sull’ingresso di Metrocity in Sacal che, a dire di Giulio De Metrio «non rientra tra le responsabilità del presidente del CdA, che può al limite essere latore di messaggi costruttivi come già fatto nel maggior interesse del rafforzamento della Società, ma riguarda direttamente i Soci, verso i quali si devono indirizzare gli sforzi di chi intende far parte in futuro della compagine societaria», lasciando forse intendere la presenza, rispetto a questo ingresso, di resistenze interne alla compagine pubblica di Sacal, di cui è bene ricordare fanno parte la regione Calabria, i comuni di Lamezia Terme e Catanzaro, le province di Catanzaro e di Cosenza, le Camere di Commercio di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia.


Infine il presidente di Sacal, Giulio De Metrio, ha ribadito l’impegno fuori da sterili campanilismi, dal primo giorno nello sviluppo del sistema aeroportuale calabrese ed in particolare dell’Aeroporto dello Stretto. «Mi auguro che i rapporti con gli stakeholder continuino a svilupparsi positivamente, così come sono cominciati, nella convinzione che si comprenda che non esistono bacchette magiche che risolvano problemi con radici lontane, che non esistono giudici e giudicati, ma solo attori che devono incidere in modo sistemico ognuno nel proprio ambito per avvicinare la Calabria al mondo», ha concluso nella sua missiva.

Uno scenario, quello descritto dal presidente De Metrio, che adesso dovrà fare i conti con la rottura annunciata dalla task force comunale reggina proprio in queste ore.

Giornalista
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