Trasporti Calabria

Aeroporto Reggio, Falcomatà: «Interessa ad altre compagnie, ci stiamo lavorando»

VIDEO | La Città Metropolitana pone fine all’accordo di marketing territoriale con Sacal e procede in autonomia. Intanto sul tavolo Enac finalmente lo studio sulle limitazioni dello scalo 

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di Anna Foti
31 luglio 2021
17:30

«Abbiamo contezza che il nostro aeroporto sia di interesse per molte compagnie aeree. Staremo a vedere nei prossimi giorni». Per voce del sindaco Giuseppe Falcomatà, impegnata in una interlocuzione diretta con compagnie aeree che lascia ben sperare, la Città Metropolitana annuncia novità rispetto al tanto invocato incremento dell’attività volativa dello scalo Tito Minniti di Reggio Calabria. Si lavora per non prolungare oltre la stasi dello scalo, specie alla luce delle recenti fratture nel dialogo con la Sacal. Da qui la decisione di investire meglio alcune risorse.

Contatti diretti con le compagnie

«Abbiamo dovuto porre fine ad un accordo di marketing territoriale che nel 2018 avevamo sottoscritto con Sacal nella misura di 250mila euro all’anno. I benefici che avremmo dovuto registrare in termini di promozione dello scalo legata anche alla valorizzazione dei territori dei 97 Comuni della Città Metropolitana non sono stati conseguiti. Per questa ragione abbiamo ritenuto di verificare una migliore utilizzazione delle risorse, contattando direttamente le compagnie aeree. Sarà sempre importante il ruolo che Sacal riveste, in quanto società di gestione degli aeroporti calabresi, ma ciò che adesso rileva è che registriamo segnali di interesse a volare su Reggio Calabria», sottolinea ancora il sindaco reggino Giuseppe Falcomatà.


Le criticità nel confronto con Sacal

Si cercano, dunque, soluzioni per uscire da una situazione di stallo, complici anche un piano industriale tenuto nel cassetto e un ingresso in compagine societaria Sacal non ancora consentito e rispetto al quale, nella missiva inviata pubblicamente al sindaco nelle scorse settimane, il presidente De Metrio aveva lasciato intendere che gli sforzi per entrare in compagine fossero da rivolgere ai soci, evidentemente non d’accordo in questo momento, piuttosto che alla sua persona.

«Se ci sono resistenze interne alla compagine societaria di Sacal, con riferimento alla sottoscrizione di quota da parte della Metrocity, a me queste non sono state, in alcun modo, mai rappresentate. Per altro, io ritengo di dovermi interfacciare direttamente con il presidente. Poca chiarezza vi è stata anche in merito ad un aumento di capitale al quale, in questa ottica, avremmo voluto poter accedere e che invece è stato riservato solo ai soci già esistenti. Non capiamo, altresì, perché il piano industriale approvato a marzo sia tenuto in ostaggio e non mostrato. Ciò fino a quando? Si tratta di una scelta strategica legata agli esiti delle prossime elezioni regionali?

A me dispiace molto aver dovuto constatare che il nostro intento di costruire con Sacal una dialettica costruttiva, lontana da campanilismi e invece improntata alla collaborazione e al confronto istituzionale, non sia stato recepito e condiviso. Anche se la gestione aeroportuale è unica, i singoli scali hanno specificità e vocazioni da valorizzare nella stessa misura. Ciò non sta avvedendo e noi sottolineiamo con convizione che, invece, l’aeroporto di Reggio Calabria deve recuperare e rafforzare un suo ruolo, mettendo a frutto attraverso sinergie le potenzialità legate all’area dello Stretto. Qualunque confronto istituzionale, infatti non può prescindere dalla chiarezza e dalla lealtà, valori che, mio malgrado, devo riconoscere essere venuti a mancare in questi mesi di interlocuzione con Sacal», commenta ancora il sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà.

L'Aeroporto patrimonio di tutti

«È importante che questo dibattito coinvolga tutti gli attori del territorio, sindacati, comitati e associazioni che negli anni hanno fatto tante battaglie a tutela dell’aeroporto reggino, e non rimanga solo al centro di una interlocuzione tra Comune, Città Metropolitana e Sacal», ha concluso il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà.

Verso i primi interventi nello scalo

Nel rispetto dei ruoli nell’interesse dell'aeroporto reggino, restano dunque aperti dei fronti critici con Sacal che, intanto, per fronteggiare anche la crisi di liquidità che sta attraversando può adesso contare su un aumento di capitale di quasi un milione di euro versato dalla Regione, come deliberato a maggioranza nei giorni scorsi dal Consiglio regionale della Calabria. Sul fronte degli attesi lavori di ammodernamento nello scalo reggino, Sacal ha finalmente annunciato l’attivazione della procedura di gara relativa ai primi “Interventi per la Sicurezza del Volo ed il Controllo del Traffico Aereo” con l’obiettivo di affidare i lavori entro ottobre.

Lo studio sul tavolo di Enac

Intanto, soltanto una settimana dopo rispetto all’annuncio da parte della Task force comunale reggina della frattura con Sacal, sul tavolo Enac è arrivato finalmente lo studio tecnico avente ad oggetto la fattibilità dell’intervento di addolcimento della pendenza in fase di avvicinamento alla pista di atterraggio. Tale studio era stato commissionato dalla stessa Sacal alla società olandese To70, in vista della richiesta da rivolgere allo stesso Ente Nazionale Aviazione Civile di ridurre la relativa restrizione posta allo scalo reggino che ad oggi impone alle compagnie l'obbligo di addestramento per l’equipaggio per volare su Reggio. Nei giorni scorsi il deputato reggino Francesco Cannizzaro, al quale si deve l’emendamento di 25 milioni di euro per l’ammodernamento dello scalo presentato nel 2019 di cui finalmente si registra in questi giorni l’attivazione di procedura di gara relativa al primo degli interventi, ha dato notizia di un incontro in Enac, alla presenza del presidente della società Giulio De Metrio.


Si resta in attesa di una successiva riunione vista la complessità della questione dalla quale dipende il destino non solo di una storica limitazione che ha finora condizionato pesantemente l’attività e lo sviluppo dello scalo reggino, ma anche il futuro dell’aeroporto medesimo.


Nessun ammodernamento, senza interventi concreti che puntino su una una consistente riduzione o totale rimozione di questa restrizione, garantirà mai un rilancio effettivo e duraturo dell’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria. Positiva, finalmente, la convergenza di impegni sulla questione delle limitazioni, purché l’attesa non diventi inerzia.

Giornalista
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