Dopo oltre vent'anni di attesa, le targhe automobilistiche e motociclistiche "on demand" diventano realtà. La misura, inserita nel nuovo Codice della Strada approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 13 ottobre, consentirà agli automobilisti e ai motociclisti italiani di scegliere la combinazione alfanumerica della propria targa sostenendo un costo specifico.

A rilanciare la novità è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di presentazione della manovra di bilancio.

"Ci si potrà sbizzarrire" ha detto la premier sottolineando che la creatività degli italiani potrà avere sfogo pur all'interno di precisi vincoli normativi.

Un'attesa lunga 24 anni

La possibilità di personalizzare la targa non è una novità assoluta dal punto di vista legislativo: la riforma del Codice della strada del 2002 aveva già introdotto la possibilità di richiedere una specifica combinazione alfanumerica, purché rispettasse la sequenza standard (due lettere, tre numeri, due lettere) introdotta nel 1992. Tuttavia, la misura era rimasta lettera morta a causa della mancata emanazione dei decreti attuativi. Con la nuova approvazione governativa e la definizione dei tariffari, l'iter trova ora la sua concretizzazione definitiva.

Quanto costerà la targa personalizzata?

La normativa fissa in modo puntuale i costi per chi intende richiedere una combinazione "su misura". Per le automobili il prezzo complessivo è fissato a 600 euro per entrambe le targhe (anteriore e posteriore). La cifra si compone di 500 euro corrisposti all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la produzione fisica e di una maggiorazione del 20%, dunque 100 euro, destinata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per i motoveicoli il costo totale è di 360 euro (comprensivo dei tasselli autoadesivi), derivante da 300 euro per la produzione più 60 euro (20%) di maggiorazione per il Mit.

Queste cifre coprono unicamente la scelta della combinazione e la fabbricazione della targa: a esse andranno comunque aggiunti i normali costi amministrativi di immatricolazione.

Le regole tecniche: composizione, caratteri e divieti

La libertà di scelta non sarà assoluta. Le targhe "on demand" dovranno integrarsi nel quadro normativo europeo e mantenere l'aspetto estetico standard.

Struttura e dimensioni

Lo schema resta fisso a 7 caratteri alfanumerici: cioè due lettere, tre cifre da 0 a 9, e altre due lettere finali (formato AA 000 AA). Il font, le dimensioni della targa, i colori (fondo bianco, caratteri neri) e le bande blu laterali rimarranno identici a quelli attuali. Si potranno utilizzare 22 lettere dell'alfabeto, comprese le lettere estere X, Y, W, K, J. Non si potranno invece utilizzare le lettere I, O, Q, U. Questo per evitare visivamente confusioni con i numeri 1 e 0. Non sono ammessi caratteri accentati o speciali (come Ç, Ñ, Ö, Ü) né simboli particolari.

Le combinazioni assegnabili partiranno dalla sequenza della lettera J (prevista attorno al 2028, essendo oggi arrivati alla H). Saranno vietate le combinazioni già assegnate, ma sarà possibile richiedere combinazioni utilizzate a partire dal 28 febbraio 1994 e successivamente tornate libere.

Il vincolo al veicolo e i tempi di attuazione

Un elemento fondamentale riguarda la titolarità della targa: la targa personalizzata rimarrà legata al veicolo e non alla persona. Di conseguenza, in caso di vendita o permuta del mezzo, la targa seguirà l'auto fino alla sua demolizione, non potendo essere trasferita su una nuova vettura acquistata dallo stesso proprietario. In caso di furto o smarrimento della targa personalizzata, il proprietario potrà comunque richiederne un duplicato con la medesima combinazione.

Per quanto riguarda i tempi, le targhe personalizzate non saranno prenotabili nell'immediato e probabilmente neppure nel corso del 2027. Il testo del nuovo Codice della strada deve infatti completare l'iter parlamentare e ottenere i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prevista per la primavera del 2027. L'entrata in vigore formale della norma è fissata al 1° gennaio 2028. Solo successivamente la Motorizzazione civile emanerà i regolamenti attuativi e aggiornerà i propri sistemi informatici e il nuovo "Portale targhe personalizzate".

Cosa accade all’estero

L'Italia si allinea così a diversi Paesi europei in cui la personalizzazione delle targhe è attiva da tempo.

Il Belgio offre il sistema più flessibile ad un costo di 1.030 euro a targa, garantendo all'erario entrate annuali per circa 12 milioni di euro.

Germania e Austria consentono la scelta della combinazione rispettivamente a 12,80 euro e 235 euro, mantenendo però l'obbligo della sigla territoriale.

In Finlandia, Estonia e Lituania i costi variano dai 540 ai 1.560 euro, fino ai 2.500 euro richiesti dalla Motorizzazione di Vilnius per combinazioni speciali.

Negli Stati Uniti la personalizzazione costa circa 500 dollari. In Canada l’equivalente di 200 euro.   

Il collezionismo e il business delle aste

A livello globale, le targhe rappresentano da tempo un vero e proprio mercato del lusso. Il record mondiale appartiene a Dubai, dove nell'aprile 2023 la targa con la sigla "P 7" è stata aggiudicata all'asta per 55 milioni di dirham (circa 14 milioni di euro), superando il precedente primato di Abu Dhabi del 2008 per la targa col numero "1" (venduta per 52,2 milioni di dirham, pari a circa 14,2 milioni di dollari). Nel Regno Unito la personalizzazione delle targhe ha favorito la nascita di un mercato dell'usato per auto “griffate” che raccoglie migliaia di appassionati per un fatturato di circa 5,5 milioni di sterline all’anno.