L'Osservatorio statistico sull'assegno unico universale dell’Inps ha rilasciato l’aggiornamento relativo al periodo compreso tra gennaio 2025 e maggio 2026. Nell’arco di questi 17 mesi la spesa complessiva che supera i 28 miliardi di euro.

Nel 2025, lo Stato ha erogato 19,8 miliardi a cui vanno ad aggiungersi 8,3 miliardi pagati nei primi 5 mesi del 2026. Importo medio per figlio, 177 euro.

La Calabria registra l'importo medio per figlio più alto d'Italia con 199 euro. Da gennaio a maggio 2026 i richiedenti registrati sono 199.972 per un totale di 325.556 figli. L’importo medio mensile per figlio è passato dai 196 euro del 2025 ai 199 euro medi dei primi cinque mesi del 2026. L’assegno per i figli disabili raggiunge i 259 euro.

L’importo medio mensile per famiglia richiedente è passato da 319 euro nel 2025 a 324 euro nel 2026.

La Calabria rappresenta circa il 3% della platea nazionale in termini di domande e figli, ma beneficia di un sostegno economico superiore alla media nazionale che si attesta sui 175-177 euro per figlio.

Il quadro nazionale

L’importo complessivo mensile nel 2025 si è attestato mediamente intorno a 1,65 miliardi di euro, con un picco a gennaio e febbraio di circa 1,67 miliardi. Nel 2026, la media mensile risulta pari a 1,66 miliardi.

Per quanto riguarda i beneficiari, il numero medio mensile di richiedenti pagati nel 2025 è stato di 6.023.124, a fronte di 9.519.430 figli. Da gennaio a maggio di quest’anno, invece, la platea si è leggermente ridotta scendendo a 5.951.422 di richiedenti per 9.385.204 figli.

L'assegno unico è strutturato per essere "universale" ma graduato in base alle condizioni economiche del nucleo familiare. La quota minima è garantita a tutti. L'importo medio mensile per figlio nel 2025 è stato di 173 euro, crescendo a 177 euro nel 2026. Per le famiglie con Isee fino a 17.468,51 euro (soglia 2026), l’importo medio per figlio arriva a 228 euro. Per chi invece supera la soglia massima (46.582,71 euro per il 2026) o per chi sceglie di non presentare la dichiarazione Isee, l’importo scende al minimo di legge, pari a circa 58 euro per figlio. Una quota significativa di beneficiari non presenta l’Isee. A maggio 2026, ben 1.913.103 figli (circa il 20% del totale) hanno ricevuto l'importo minimo perché la famiglia non ha presentato la certificazione.

Le domande e i canali di presentazione

Sebbene dal 1° marzo 2023 l'Inps proceda all'erogazione d'ufficio per chi ha già una domanda accolta, il flusso di nuove istanze continua per i nuovi nati o per chi non aveva mai beneficiato della misura. Nel 2025 sono state presentate 367.564 nuove domande per un totale di 434.952 figli. Nei primi cinque mesi del 2026, le nuove domande sono state 153.404 per 184.751 figli. Il canale preferito dalle famiglie italiane rimane il Patronato, che nel 2025 ha gestito 200.797 domande (oltre il 54% del totale), seguito dal canale web per il Cittadino con 150.216 domande. Il contact center si rivela invece un canale marginale con poche centinaia di richieste mensili.

La Lombardia è la regione con il maggior numero assoluto di domande presentate nel 2025 (65.319, pari al 17,8% del totale nazionale). Seguono la Campania (36.758 domande, 10%) e il Lazio (35.123 domande, 9,6%). Se guardiamo agli importi medi, la situazione si inverte a causa della maggiore incidenza di Isee bassi e nuclei numerosi nelle regioni meridionali. Nel 2025, mentre in Lombardia l'importo medio per figlio è stato di circa 165 euro, in Calabria è salito a 197 euro e in Sicilia a 192 euro. A maggio 2026, la tendenza è confermata: la Calabria registra l'importo medio per figlio più alto d'Italia con 199 euro, contro i 165 euro della Lombardia. In Campania l'importo medio è 189 euro. Mentre in Piemonte, Veneto, Lombardia è compreso tra 167-165 euro. Nella Provincia autonoma di Bolzano è di 157 euro e in Valle d'Aosta è 156 euro.

La composizione del nucleo familiare

La maggior parte dei richiedenti ha un solo figlio a carico. A maggio 2026 le famiglie richiedenti con 1 figlio sono state 3.165.587, con un importo medio per richiedente di 150 euro. I nuclei con 2 figli sono stati 2.207.588 (importo medio 336 euro), con 3 figli sono stati 442.977 (importo medio 666 euro), con 6 o più figli sono stati 4.641 (importo medio 1.968 euro).

Il sostegno alla disabilità

Un capitolo fondamentale dell'assegno unico riguarda i figli con disabilità, per i quali sono previste maggiorazioni specifiche che prescindono dall'età per i figli a carico. Nel 2025, il numero di figli disabili è cresciuto progressivamente da 439.372 a gennaio fino a 461.329 a dicembre. Nel 2026, questa crescita è continuata, raggiungendo 470.685 figli disabili a maggio. L'importo medio per i figli disabili è sensibilmente più alto della media generale: a maggio 2026 era di 259 euro.

Per le famiglie più povere (fino alla prima classe Isee), l'importo medio mensile per un figlio disabile è arrivato a 298 euro.

I minorenni costituiscono la stragrande maggioranza dei beneficiari. A maggio 2026 erano 7.981.604, per un importo medio di 189 euro. I maggiorenni (18-20 anni) erano 1.181.807, per un importo medio di 81 euro. Sempre a maggio 2026 i maggiorenni con più di 20 anni beneficiari dell’assegno unico erano 150.705, per un importo medio di 160 euro. In questa categoria rientrano principalmente i figli disabili maggiorenni.

I dati dell'appendice statistica di giugno dicono che l'assegno unico universale si rivela una misura strutturalmente solida. Nonostante una lieve flessione fisiologica nel numero di figli beneficiari rispetto al 2025, la spesa economica rimane elevata, riflettendo l'adeguamento degli importi alle soglie Isee e alle necessità delle famiglie numerose o con figli con disabilità. Il divario territoriale tra Nord e Sud, con importi medi più alti nel Mezzogiorno, evidenzia il ruolo dell'assegno come strumento di redistribuzione e sostegno contro la povertà infantile nelle aree più fragili del Paese.