Il taglio vale168 euro ad auto. Esentate 7 famiglie su 10: a chi spetta il bonus e come funziona. Il beneficio coinvolge milioni di famiglie, ma l’Ufficio parlamentare di bilancio segnala criticità e limiti della misura
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L’Ufficio parlamentare di bilancio conferma il quadro generale di finanziamento del decreto legge con il quale il governo ha disposto l’esenzione dal pagamento del bollo auto. Il provvedimento riguarda l’anno 2027 e vale solo per le persone fisiche.
Il provvedimento riguarderà i versamenti in scadenza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. L’agevolazione è riconosciuta a ciascun contribuente su un solo veicolo regolarmente assicurato.
Per le autovetture, la norma stabilisce che il beneficio spetti ai veicoli alimentati a benzina o a gasolio (comprese le motorizzazioni ibride) con potenza non superiore a 80 kW. Qualora un contribuente sia intestatario di più auto con i requisiti, l'esenzione si applica a quella di potenza inferiore o, a parità di potenza, a quella con l'importo più basso. Per i motocicli e ciclomotori a benzina, l'esenzione è indipendente dalla potenza ma ha natura residuale, spettando soltanto a chi non possiede un'autovettura agevolabile.
Secondo le stime della relazione tecnica, la misura comporta una perdita di gettito complessiva pari a 2 miliardi e 362 milioni di euro.
La quota maggiore, 2 miliardi e 226 milioni, riguarda circa 13,2 milioni di autovetture. Con un risparmio medio di 168,4 euro per veicolo.
I motoveicoli avranno sconti pari a 125 milioni. I restanti 11 milioni sono relativi alle auto in leasing o noleggio a lungo termine le cui tasse sono versate da persone fisiche.
Poiché il bollo costituisce un'entrata regionale, lo Stato erogherà a Regioni e Province autonome un trasferimento compensativo di 2 miliardi e 293,5 milioni. Questo al netto delle quote di Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, i cui gettiti sono in tutto o in parte erariali. La copertura finanziaria dell'intervento è garantita per 1 miliardo e 460 milioni nel 2027 da economie accertate su risorse del Pnrr.
La mappa dei beneficiari: l'impatto sulle famiglie
In Italia l'85,4% delle famiglie possiede almeno un'auto (per un totale di 36,9 milioni di autovetture intestate a persone fisiche).
I criteri introdotti dal decreto legge selezionano la platea con effetti precisi. I veicoli teoricamente idonei (auto fino a 80 kW e moto) rappresentano il 76% del parco complessivo delle persone fisiche (il restante 24% viene escluso perché supera gli 80 kW). Tuttavia, per effetto del vincolo di un solo veicolo per proprietario, i veicoli effettivamente esentati scendono al 45% del totale (42% auto e 2% moto). Poiché il beneficio spetta al singolo proprietario, i nuclei con più componenti adulti e più auto intestate a soggetti diversi possono ottenere più sconti. L'esenzione raggiunge così il 73% delle famiglie motorizzate (pari al 63% del totale delle famiglie italiane). Il 60% delle famiglie ottiene un'esenzione, il 13% due esenzioni e solo una quota marginale tre o più.
Il confronto con il caro carburanti e le accise
L'esenzione dal bollo per il 2027 si affianca agli interventi di riduzione temporanea delle accise su benzina e gasolio adottati nel corso del 2026 per frenare i rincari dei carburanti dovuti alle tensioni internazionali.
Nel 2026, dice l’Upb, l'aumento dei prezzi dei carburanti (con il gasolio che ha sfiorato 2,4 euro al litro in assenza di sconti) ha generato un aggravio medio di spesa pari all'1,2% del bilancio familiare. Considerate congiuntamente, le due misure di sostegno (accise + bollo) forniscono un beneficio pari allo 0,6% della spesa (0,4% dall'esenzione del bollo e 0,2% dai tagli delle accise), arrivando a compensare circa la metà dell'aggravio subito.
Le due misure seguono tuttavia logiche distributive opposte. Il taglio delle accise Agisce sulla componente variabile, cioè i consumi. Distribuisce il beneficio in modo proporzionale ai chilometri percorsi. L’esenzione dal bollo agisce sulla componente fissa, cioè possesso del veicolo. Favorisce le famiglie che utilizzano poco l'automobile. Per chi percorre meno di 10.000 km all'anno, il risparmio del bollo supera l'aggravio del rincaro carburanti (+0,3% netto). Al contrario, sostiene sempre l’Upb, per le famiglie ad alta percorrenza (oltre 30.000 km/anno), l'aggravio netto resta elevato, pari all'1,4% della spesa.
I nodi critici evidenziati dall'Upb
Nel capitolo conclusivo, l'Ufficio parlamentare di bilancio individua una serie di criticità tecniche, finanziarie e normative.
La prima riguarda la possibilità di distorsioni tecniche e di mercato. La soglia rigida di 80 kW crea una netta discontinuità azzerando l'imposta al di sotto e lasciandola piena al di sopra, con potenziali alterazioni sui listini e sui prezzi dell'usato. Inoltre, la norma include auto ibride con motori termici fino a 80 kW ma con potenza complessiva molto superiore.
Sono escluse dai benefici le auto elettriche. Ciò riduce il loro vantaggio competitivo rispetto ai modelli termici o ibridi sotto la soglia.
L'esenzione è finanziata per il solo 2027 attingendo in gran parte alle economie del Pnrr. Una sua eventuale stabilizzazione richiederebbe risorse strutturali oggi prive di copertura.
L’Upb solleva infine i rischi legati a un possibile cortocircuito con il federalismo fiscale. Sostituire il gettito locale con trasferimenti statali deresponsabilizza gli enti territoriali e rischia di congelare a carico dello Stato centralizzato le differenze di aliquota decise in passato dalle singole Regioni.
L'Ufficio parlamentare di bilancio conclude suggerendo che, anziché reiterare interventi emergenziali sul costo del trasporto privato, le politiche di medio-lungo periodo dovrebbero puntare su riforme strutturali.
Investimenti nel trasporto pubblico locale, promozione del lavoro a distanza e riduzione delle imposte di trascrizione sull'usato recente meno inquinante per agevolare il rinnovo del parco circolante, la cui età media è salita a 13 anni nel 2025.

