La semplificazione burocratica è uno degli obiettivi previsti dal Pnrr nel capitolo di spesa relativo alla Pubblica amministrazione. Le procedure interessate sono 600 nei più disparati ambiti, 400 delle quali già chiuse. Il piano ha scadenza fine giugno 2026 e i tempi di realizzazione delle milestone potrebbero essere rispettati. Sarà un bene per i cittadini e le imprese che potranno procedere con maggiore facilità velocizzando i tempi.

I permessi edilizi

Uno dei settori più critici è quello delle costruzioni dove i vincoli restano forti e sono un freno allo sviluppo industriale. Le norme sono uguali su tutto il territorio nazionale ma gli iter amministrativi e giudiziari risultano differenti da città a città. Il centro studi della Cgia di Mestre ha analizzato alcuni punti di debolezza della macchina burocratica nazionale. Il primo focus riguarda le concessioni edilizie.

Nel nostro Paese per costruire un capannone commerciale servono in media oltre sei mesi e mezzo, 198 giorni. A Milano e Napoli ce ne voglio circa 220, a Torino 210 e a Palermo 205. A Roma, Bari e Bologna servono in media 190 giorni, a Firenze 185, a Padova 180 e a Reggio Calabria 160. Tra le città metropolitane la miglior performace si registra a Cagliari dove occorrono “solo” 100 giorni, poco più di 3 mesi. Sempre sul fronte delle imprese, dai decreti semplificazione si attendono risultati riguardo ai tempi di soluzione delle procedure di insolvenza.

La durata media dei procedimenti giudiziari è di oltre 3 anni con punte di 6 in Lombardia, in Puglia e nel Lazio: Milano guida la classifica con 75 mesi di attesa, seguita da Bari con 72, Roma con 68 ed Ancona con 60. «Tempi incompatibili - dice la Cgia - con le esigenze di un’economia moderna, che richiede rapidità nella riallocazione delle risorse e certezza delle regole».

Dispute tra aziende

Il quadro non migliora se si guarda alla risoluzione delle controversie commerciali. In Italia servono in media 600 giorni, circa 20 mesi, per chiudere una disputa tra imprese. Non dappertutto è così, però. A Roma ci vogliono fino a 1.400 giorni, quasi quattro anni, mentre a Bari e a Reggio Calabria 1.180, oltre tre anni. Ad Ancona, Firenze e Napoli, invece, il tempo medio è per tutte di 1.000 giorni. I ritardi incidono direttamente sui costi operativi delle aziende, aumentano il rischio d’impresa e, sottolinea la Cgia, spingono molte realtà a rinunciare a far valere i propri diritti.