Il colosso controllato dallo Stato fissa il price cap a 1,99 euro per la benzina e a 2,19 euro per il gasolio. Oggi, intanto, nuova impennata dei listini. Benzina +29,3% da marzo, gasolio +36,7%
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Fissato il tetto si pensa a limitare i danni causati da sette mesi di rincari. Stamani i listini presentano ulteriori ritocchi di prezzo che affossano ulteriormente il taglio delle accise che da sabato si è ridotto a soli 6 centesimi al litro.
A partire da oggi entra ufficialmente in vigore il limite massimo al prezzo dei carburanti commercializzati da Eni sulla propria rete distributiva: le soglie fisse sono impostate a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro al litro per il gasolio.
Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente la benzina è rincara del 29,3% ed il gasolio del 36,7%. Una spesa di centinaia di euro in più per le famiglie, di migliaia per le imprese.
La misura adottata dal colosso energetico - di cui lo Stato italiano è il principale azionista - è previsto per un periodo iniziale di 30 giorni, con la possibilità di una proroga fino al 31 dicembre in funzione dell'andamento dei mercati e della disponibilità di approvvigionamento.
Dopo Eni anche IP mette il tetto ai prezzi
La compagnia energetica statale dell'Azerbaijan, Socar, ha annunciato l'applicazione di un analogo limite sui prezzi praticati in Italia dalla controllata IP. L'intervento su IP scatterà in maniera progressiva e sono in fase di studio le modalità per estendere la misura anche agli impianti a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da IP. L'iniziativa risponde direttamente all'appello formulato dal Governo italiano per sostenere famiglie e imprese, da oltre sei mesi alle prese con rincari straordinari causati dall'instabilità geopolitica e dai contraccolpi sulle catene globali di fornitura.
Dimezzato il taglio delle accise
L'introduzione del price cap giunge all'indomani del dimezzamento dello sconto sulle accise del gasolio scattato sabato scorso, passato da 12 a 6 centesimi al litro comprensivi di Iva, dinamica che aveva innescato un ulteriore rialzo dei costi su strade e autostrade.
I costi al distributore fissati da Eni - validi sia nella modalità self service sia nel servito - si traducono in uno sconto effettivo di circa 17 centesimi al litro rispetto alle attuali medie correnti di mercato. A partire da oggi il tetto massimo non sarà intaccato dagli aumenti dei listini.
Quanto si potrà risparmiare
Secondo le simulazioni elaborate dal Centro Studi Unimpresa, il beneficio economico per famiglie ed imprese vale decine di euro al mese.
Una famiglia con due automobili può ottenere un risparmio stimato fino a 17,80 euro a settimana (circa 80 euro al mese). Per un singolo pieno da 50 litri, il minore esborso è pari a 8,45 euro per un veicolo a benzina e a 9,35 euro per uno a gasolio. Sui 30 giorni di applicazione iniziale, il vantaggio per singola auto è compreso tra 36 e 40 euro. Cifra che salirebbe a 115-127 euro nell'ipotesi di proroga al 31 dicembre.
Per i veicoli commerciali leggeri, la riduzione di spesa oscilla tra i 12 e i 37 euro settimanali per mezzo al netto dell'Iva (da 50 a 160 euro mensili). Un artigiano con un furgone (consumo di 80 litri/settimana) risparmia 12,26 euro a settimana. Un'attività di commercio o distribuzione locale (120 litri/settimana) beneficia di un taglio di 18,39 euro a settimana. Un corriere dell'ultimo miglio (240 litri/settimana) ottiene un risparmio di 36,79 euro a settimana. Per le realtà dotate di una flotta di 10 furgoni, il minore costo sfiora i 245 euro a settimana. Superando così i 3.300 euro complessivi entro la fine dell'anno.
La mappa della rete distributiva coinvolta
La portata dell'intervento è garantita dall'estensione delle due reti coinvolte sul territorio nazionale. Eni dispone di 3.847 punti vendita, attraverso i quali eroga in media 600 milioni di litri di carburante ogni mese. IP conta su una rete di circa 4.500 punti vendita. Queste 8.500 stazioni di servizio rappresentano il 39% dei distributori di carburanti del Paese. Un bacino destinato ad allargarsi qualora venisse confermata l'estensione agli impianti Esso e ai distributori terzi della rete IP.
I listini continuano a crescere
Ancora una giornata di rincari. Il prezzo medio della benzina - in modalità self-service - sulla rete stradale praticato oggi è di 2,158 euro (in crescita rispetto ai 2,154 euro di ieri), mentre sulle autostrade è di 2,252 euro (in crescita rispetto ai 2,247 di ieri). La provincia dove il prezzo medio giornaliero stradale è più elevato è Trieste, seguita da Bolzano e Nuoro. Mentre Sondrio, Biella e Vercelli sono quelle con i costi meno elevati.
Per quanto riguarda il gasolio, il prezzo medio in modalità self-service praticato sulla rete stradale è di 2,357 euro (in crescita rispetto ai 2,338 euro di ieri). Sulle autostrade è di 2,438 euro (in crescita rispetto ai 2,421 euro di ieri). La provincia dove il prezzo medio è più elevato è Trieste, seguita da Bolzano e Nuoro. Al contrario Sondrio, Macerata e Fermo sono invece le province con il prezzo odierno più basso.
Le polemiche dei gestori
Accanto all'accoglienza favorevole dei consumatori, la decisione di imporre un price cap ha sollevato forti preoccupazioni nel settore della distribuzione carburanti. La Figisc (Federazione dei gestori di impianti aderente a Confcommercio) ha evidenziato come l'iniziativa veda il primario operatore pubblico "intervenire al posto dello Stato". L’iniziativa, sostiene la Figisc, rischia di alimentare concorrenza sleale e dumping.
Dalla filiera degli impianti si sollevano dubbi circa la tenuta del sistema economico di settore. Si ipotizza che la misura, attuata da soggetti con forte peso sul mercato, penalizzi i gestori e le stazioni di servizio indipendenti. Che, sostiene la Figisc, privi di adeguate reti di protezione sarebbero spinti fuori mercato. Si fa anche riferimento a possibili criticità gestionali per gli stessi distributori che applicano lo sconto, i quali potrebbero trovarsi in difficoltà di fronte a picchi improvvisi di domanda di rifornimento.
L'ombra del precedente francese
Queste preoccupazioni richiamano quanto già osservato in Francia con TotalEnergies, che in primavera aveva bloccato i prezzi. La mossa dell'operatore transalpino aveva provocato la reazione dei gestori indipendenti - culminata a luglio in un esposto all'Antitrust francese per alterazione della concorrenza - e generato gravi carenze di scorte, con distributori presi d'assalto e carenze di carburante presso i punti vendita.

