Oltre 10.000 distributori aderiscono alla proroga. L'Italia resta prima in Ue per tasse sul diesel. Lo Stato incassa oltre 1 euro al litro
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Il prezzo del gasolio oggi è stabile sulla rete stradale, a 2,260 euro al litro. Mentre risulta in leggerissimo aumento, a 2,301 euro al litro, sulle autostrade.
Scende, invece, la verde. Il prezzo medio della benzina sulla rete stradale è di 2,019 euro al litro (in calo rispetto ai 2,021 euro di ieri), mentre sulle autostrade è 2,042 euro al litro (in calo rispetto ai 2,045 di ieri).
I listini dei carburanti sono diventati come le previsioni meteo. Non si esce più di casa senza averli prima consultati. L’effetto sui bilanci familiari è immediato e devastante.
Il 26 febbraio la benzina costava 1,668 euro al litro, mentre il gasolio 1,718 euro al litro. Oggi la prima costa 33 centesimi in più ed il secondo oltre 50 centesimi in più.
Su benzina e diesel viene applicata un’accisa unica di 67,2 centesimi che insieme all’Iva va a definire il prezzo finale.
Calcolando la media giornaliera dei listini della scorsa settimana, dal 19 al 23 ottobre scorso lo Stato ha incassato circa 1,03 euro al litro per la verde e 1,20 euro al litro per il gasolio.
Proteste solo sospese
La settimana si apre con l’attesa per il confronto tra Governo e associazioni che hanno dato vita alle proteste che hanno portato al fermo dei tir in diverse regioni meridionali.
Manifestazioni sospese dopo l’intervento di Palazzo Chigi che ha messo a disposizione 1 miliardo e 145 milioni di euro per venire incontro alle richieste di autotrasportatori, agricoltori e pescatori.
Il confronto con le compagnie petrolifere
Il Governo ha ottenuto il prolungamento del tetto al prezzo di benzina e diesel da parte delle maggiori compagnie petrolifere.
Dopo Eni anche Q8 ha deciso di prolungare il price cap fino alla fine dell’anno. Prezzi ridotti anche nei distributori IP - Italiana Petroli (Socar), ma senza che l’azienda abbia fissato un prezzo massimo unico nazionale. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, le iniziative congiunte di Eni, IP-Socar, Q8 e Tamoil coinvolgono oltre 10.000 distributori, coprendo più di un punto vendita su due sul territorio nazionale.
Tasse sui carburanti, Italia ai vertici in Ue
A fronte del contenimento dei listini da parte delle compagnie private, il prezzo dei carburanti resta fortemente penalizzato dal prelievo fiscale statale, in particolare a seguito dello stop al taglio delle accise scaduto il 5 ottobre.
Un'elaborazione condotta dall'associazione Adusbef sui dati della Commissione europea (aggiornati al 19 ottobre) rivela che l'Italia è al primo posto in Europa per il peso delle tasse sul gasolio.
Iva e accise rappresentano il 48% del prezzo finale del diesel, ovvero in media 1,11 euro per ogni litro finiscono nelle casse dello Stato.
La media europea della tassazione sul gasolio si ferma al 37,9%; gli automobilisti italiani pagano 29 centesimi al litro in più di sole tasse rispetto alla media dei Paesi membri.
Dietro l'Italia per pressione fiscale figurano Belgio, Danimarca, Francia e Lituania (42%-43%), mentre le aliquote più basse si registrano in Polonia (25,5%), Spagna e Svezia (27%).
La classifica europea dei prezzi al consumo
Se l'Italia guida la classifica continentale per la pressione fiscale sul diesel, nella graduatoria generale dei prezzi medi al distributore il nostro Paese si posiziona al settimo posto in Europa, con un prezzo medio del gasolio di 2,244 euro al litro.
I Paesi con il diesel più caro in Europa sono la Finlandia con 2,531 euro/litro, la Danimarca con 2,501 euro/litro e Olanda con 2,456 euro/litro.
I prezzi più contenuti del continente si rilevano a Malta (1,21 euro/litro, dove vige un regime di prezzi amministrati), in Polonia (1,79 euro/litro), in Bulgaria e in Spagna (1,88 euro/litro).

