Il caro carburante non si ferma e in Calabria sale anche la rabbia: «Cornuti e mazziati»

VIDEO | Secondo il Codacons in autostrada la benzina può toccare i 2,2 euro al litro in modalità “servito”. Gli automobilisti calabresi accusano il colpo e puntano il dito contro la politica e il mondo dell’informazione che non farebbe abbastanza per sollevare il problema. Le interviste al distributore

di Redazione
29 aprile 2019
14:18
Mani nei capelli al distributore
Mani nei capelli al distributore

Continuano i rialzi dei listini dei carburanti in tutta Italia. Lo denuncia il Codacons, che segnala ulteriori ritocchi dei prezzi alla pompa per benzina e gasolio. È stata la stessa associazione dei consumatori, il giorno prima, a indicare la Calabria come la regione dove il prezzo dei carburanti alla pompa è il più alto, fino a 30 centesimi di euro in più rispetto alla media nazionale.


I listini della benzina in modalità servito, si legge in una nuova nota, hanno abbondantemente superato in tutta Italia la soglia di 1,8 euro al litro, mentre in autostrada i prezzi viaggiano ormai a ritmo serrato verso i 2,2 euro al litro.

«Un andamento al rialzo che non appare in alcun modo giustificato dalle quotazioni del petrolio, e che sembra realizzare una vera e propria speculazione a danno degli automobilisti che in queste ore sono in viaggio per raggiungere le mete di villeggiatura». Il Codacons, ha annunciato anche un esposto presentato in 104 Procure della Repubblica di tutta Italia in cui si chiede di accertare «se i repentini incrementi dei listini di benzina e gasolio degli ultimi giorni possano configurare il reato di aggiotaggio».
Se scatterà l'aumento di Iva e accise previsto dalle clausole di salvaguardia, avverte infine l'associazione, «i listini dei carburanti schizzeranno alle stelle, considerato che l'imposta sul valore aggiunto si applica anche sulle accise che gravano su benzina e gasolio».

 

Automobilisti calabresi arrabbiati

Ma qual è l’umore degli automobilisti calabresi? Ovviamente nero. Per molti è tutta colpa del governo, per altri delle accise (emblematica quella che si continua a pagare per coprire le spese della guerra in Etiopia del 1935), che gravano sul prezzo finale. C’è poi chi dà addirittura la colpa ai giornalisti, che la questione dovrebbero affrontarla con chi in questi anni ha permesso un aumento spropositato del prezzo dei carburanti.
Ecco come la pensano gli automobilisti impegnati a far benzina, nelle interviste di Cristina Iannuzzi.

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