Coronavirus Soverato, commercianti: «Fateci lavorare, rischiamo di fallire»

VIDEO | Insieme al primo cittadino Ernesto Alecci si è deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione tra i cittadini per incentivare gli acquisti in città e non online

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di Rossella  Galati
9 novembre 2020
15:55

Sono circa 400 i lavoratori con partita iva, tra attività ristorative e non di Soverato, centro commerciale di riferimento per tutto il basso Ionio. Di queste solo il 40% al momento può rimanere aperto in base alle restrizioni dovute all’istituzione della zona rossa in Calabria.

Una situazione che si traduce in serie difficoltà per i commercianti che da giorni stanno manifestando la loro preoccupazione per la tenuta delle loro attività, anche attraverso gesti simbolici come tenere le vetrine illuminate nelle ore serali di sabato “per una città che non ha intenzione di spegnersi”.

 

A rischio l'economia della città

Preoccupazione condivisa dal sindaco Ernesto Alecci: «Siamo tutti preoccupati perché le attività commerciali fanno parte di un’ossatura della nostra città – ha sottolineato il primo cittadino -. E quindi se viene a mancare chi ha partita iva e chi ha il coraggio di investire sul territorio, si innesca un circolo vizioso che impatta su tutti quanti.

 

Perché se il negoziante  che vende abbigliamento non incassa, non potrà spendere poi da chi vende generi alimentari, non pagherà i tributi al comune, il comune non riuscirà ad erogare i servizi  e quindi nessuno è escluso da questo momento difficile.

 

I numero del Covid-19 nel nostro comprensorio sono incoraggianti quindi il nostro augurio è che si possano presto riaprire le attività, che la Calabria esca dalla zona rossa e che si possano affrontare le festività natalizie nel migliore dei modi».

 

Sensibilizzare i cittadini a sostenere le attività commerciali

Da qui l’intenzione dell’amministrazione comunale e dell’associazione dei commercianti, di lanciare una campagna di sensibilizzazione per favorire gli acquisti sul territorio soprattutto in vista del periodo natalizio nella speranza di una imminente riapertura degli esercizi commerciali.

 

«Credo che se non lavoreremo a Natale, l’80% delle nostre attività sarà costretto a chiudere e aspettare nuovi scenari – ha affermato Maurizio Conati, presidente dell’Associazione dei commercianti di Soverato - perché noi sulle feste natalizie e sul periodo estivo  basiamo tutto quello che è il nostro fatturato. Io lavoro in più settori dell’economia, ho sia negozi per bambino che per adulto.  

 

E posso tranquillamente dire che per noi il Natale significa 4 mesi di lavoro concentrati in un unico periodo. Se questo non avviene, credo che io personalmente sarò costretto a chiudere e come me tanti altri colleghi» .

 

Gli aiuti del Governo

«Noi lanceremo questa campagna di comunicazione per far sì che ciò che va comprato nel periodo delle feste venga acquistato nei nostri negozi e non online - ha rimarcato Alecci -. Se così non dovesse essere perché i dati andranno a peggiorare, allora ci aspettiamo un intervento poderoso come diceva il nostro premier Conte che fino a questo momento non abbiamo ancora visto e che vogliamo vedere, a ristoro di tante  centinaia di famiglie che, se le cose non andranno bene, purtroppo potrebbero passare un Natale triste non soltanto moralmente ma anche dal punto di vista finanziario ed economico».

Giornalista
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