Minori stranieri, al via a Catanzaro un corso per l'affido

VIDEO | In collaborazione con il Comune di Catanzaro, il circuito Sprar e Città solidale onlus, l’Organizzazione internazionale “Sos villaggi dei bambini” ha organizzato un percorso formativo per far conoscere il progetto alle coppie o ai single interessati

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di Daniela  Amatruda
5 giugno 2019
23:27

Fuggono dal loro Paese e dopo viaggi estenuanti e spesso drammatici, i bambini e i ragazzi migranti che arrivano sulle coste calabresi hanno bisogno di tutto: cibo, cure sanitarie, sostegno psicologico. Superare le molteplici sfide dell’integrazione, attraverso il supporto psico-sociale, la promozione dell’affido familiare, l’apprendimento della lingua ed il supporto all’inserimento scolastico e lavorativo è l’obiettivo di Sos Villaggi dei Bambini, tra le più grandi organizzazioni al mondo impegnata nella tutela dell’infanzia e dell’adolescenza dal 1963 in 138 Paesi.Ad illustrare i dettagli del progetto, in un confronto a Catanzaro, la coordinatrice progetto Marianna Valerio e la psicologa Francesca Cardamone.

Da circa due anni, una équipe opera anche a Crotone con il progetto “Io non viaggio solo”, che mira a rafforzare abilità fondamentali legate al comportamento e all’interazione sociale. In collaborazione con il Comune di Catanzaro, il circuito Sprar e Città solidale Onlus, Sos Villaggi dei Bambini ha organizzato un percorso formativo per far conoscere alle coppie o ai single interessati, l’iter di affido dei minori stranieri non accompagnati.

 

«Attraverso questo corso – ha spiegato la Valerio – cerchiamo di inquadrare il processo di affido dal punto di vista legale, psicologico, educativo e della mediazione interculturale». Il secondo ed ultimo incontro si terrà il prossimo 11 giugno nella sede del Centro Polivalente di Catanzaro, per approfondire altri aspetti, quali l’interculturalità, l’accoglienza in famiglia e le modalità per garantire il benessere dei bambini. «I minori arrivano in Italia – ha dichiarato la psicologa Cardamone - in uno stato di vulnerabilità particolare poiché oltre al trauma migratorio, devono affrontare una convivenza forzata, quindi le difficoltà sono diverse e complesse».

 

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