Covid, riaprono le palestre: «Emozionati, ma raccogliamo le macerie di questo terremoto»

VIDEO | Istruttori e personal trainer di nuovo al lavoro con entusiasmo e passione ma non nascondono le difficoltà: «È stata dura, abbiamo perso sacrifici e risparmi. Il nostro settore troppo penalizzato». E spuntano le strutture all’aperto

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di Francesca Caiazzo
25 maggio 2021
13:50

«Rialzare questa serranda è stata una emozione unica. Riapro per l’entusiasmo e la passione che nutro che per questo mestiere». Giuseppe Schettini non vedeva l’ora di rimettersi al lavoro. Da ieri la sua Exclesior, a Crotone, come tutte le palestre d’Italia, ha potuto riaprire dopo tanti mesi di stop. Un settore, quello del fitness e dei centri sportivi, tra i più penalizzati dalla pandemia.

Cauto ottimismo

«È stata davvero dura – ammette mentre ci mostra la struttura – tutti i sacrifici e i risparmi di questi anni li abbiamo persi e abbiamo ricevuto pochissimi aiuti». Ora, c’è da ricominciare, lentamente, rimboccandosi le maniche, anche se il periodo per ritornare al lavoro, con l’estate alle porte, potrebbe scoraggiare. «Fa caldo, la gente preferisce andare al mare. Ma ci sono tante persone che hanno voglia di tornare ad allenarsi» aggiunge, senza nascondere un cauto ottimismo.


Palestra all’aperto

«Il nostro settore è stato molto penalizzato» conferma Sergio Chiodo, storico maestro crotonese di Muay Thai. Per la ripartenza, ha scelto di riorganizzare la sua attività, allestendo una palestra all’aperto. «Una scelta dettata dal periodo, dal clima e anche dalla possibilità di poter ospitare più persone» spiega. Alla New Kroton Fighters – così si chiama la sua nuova “creatura” – è possibile fare sport immersi nel verde e respirando aria pulita, lontani dal traffico cittadino. Sergio ne va molto fiero e spera che sia il primo passo verso la ripresa: «Sono emozionato, speriamo che tutti i sacrifici non siano stati inutili»

Una seconda possibilità

È proprio accanto a Sergio che Francesco Franco ha trovato una seconda possibilità. Lui, la sua palestra l’ha chiusa dopo 26 anni di attività: non ha retto alla crisi. «Si raccolgono le macerie di questo terremoto che ci ha travolti. Adesso sono un collaboratore del maestro Chiodo e vediamo se riusciremo a portare avanti questo nuovo progetto» ci confida.

Ricominciare da capo, dunque, con lo stesso lavoro, in un ambiente diverso e con il solito, rigido protocollo da rispettare: «Le regole sono tante, forse troppe, ma noi le rispetteremo come abbiamo sempre fatto. Speriamo che qualcuno rispetti anche noi che non siamo una regola ma una categoria».

Giornalista
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