La protesta

Crisi call center Abramo, sciopero dei lavoratori: «Da dicembre senza stipendio»

VIDEO | Stipendi congelati dopo la dichiarazione di insolvenza depositata al Tribunale di Roma. I sindacati: «I lavoratori hanno continuato a svolgere le attività finora con spirito di abnegazione»

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di Luana  Costa
24 febbraio 2022
14:11

Hanno incrociato le braccia i lavoratori della Abramo Customer Care. Lo sciopero è stato indetto per l'intra giornata di oggi dalle organizzazioni sindacali - Cgil, Cisl e Uil - nelle tre sedi calabresi di Catanzaro, Crotone e Cosenza. «Siamo da dicembre senza stipendio e la situazione sta iniziando a diventare pesante» spiega Emanuela Arena, rsu della Slc Cgil Calabria.

 


A dicembre 2021 infatti l'azienda ha depositato al Tribunale di Roma la dichiarazione di insolvenza che provocato il congelamento degli stipendi: «I lavoratori fino ad oggi nonostante queste difficoltà hanno continuato a a lavorare con spirito di abnegazione e con senso di responsabilità» chiarisce Danilo Sivori, componente della segretaria della Uilcom Calabria. 

 

La dimensione locale si intreccia a quella nazionale. Sono oltre mille in Calabria i lavoratori rimasti impiegati nella commessa di Tim, la restante parte è transitata in nuove aziende dopo l'indizione di procedure di gara per l'affidamento delle commesse. La società delle telecomunicazioni finita oggi nell'occhio del ciclone dopo la presentazione del piano di riorganizzazione che prevede la scissione in due o più nuove aziende. 

 

«Le aziende interessate alle commesse ci sono - garantisce Gianni Cefalì, componente della segreteria Fistel Cisl Calabria - e la clausola sociale fornita dalle legge è una garanzia. Speriamo di traguardare al più presto il passaggio di questi lavoratori che ancora rimangono in Abramo». Dall'ultima riunione tuttavia, avvenuta lo scorso 4 febbraio durante la quale erano arrivate rassicurazioni sul pagamento delle spettanze nulla è cambiato: «Questo agire provoca una indeterminatezza sul futuro di migliaia che sono padri e madri di famiglia - ha chiarito il segretario Area Vasta Cgil, Antonio Cimino - e che hanno scelto di restare in Calabria».

Giornalista
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