Un primo passo concreto verso un intervento organico sul sistema della depurazione lungo uno dei tratti più delicati e strategici della costa vibonese. Il subcommissario alla depurazione Antonino Daffinà ha approvato formalmente il Documento di indirizzo della progettazione (Dip) relativo al maxi-piano di disinquinamento che interessa il territorio compreso tra Briatico e Ricadi, passando per Tropea e coinvolgendo complessivamente 12 Comuni. Un programma dal valore stimato in 107,3 milioni di euro, destinato a ridisegnare reti fognarie e impianti di trattamento delle acque reflue lungo la Costa degli Dei.

L’approvazione del Dip rappresenta il semaforo verde per l’avvio delle successive fasi progettuali, propedeutiche alla futura apertura dei cantieri. Resta tuttavia un passaggio fondamentale: il reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione delle opere, che al momento non dispongono della copertura finanziaria richiesta. L’intervento è stato programmato su un orizzonte di cinque anni.

L’infrazione europea e le criticità della costa

Alla base del progetto c’è una situazione che si trascina da anni. L’area interessata rientra infatti nella procedura d’infrazione europea relativa alla violazione degli articoli 3 e 4 della direttiva 91/271/Cee sul trattamento delle acque reflue urbane. Il problema riguarda sia le carenze delle reti fognarie, che in diversi territori non riescono a intercettare completamente il carico inquinante, sia l’insufficienza o l’obsolescenza di alcuni impianti di depurazione.

Una condizione che si traduce nel rischio di scarichi incontrollati, ripercussioni sulla qualità delle acque e sulla balneazione, sanzioni comunitarie e conseguenze pesanti anche sul piano dell’immagine per un territorio che proprio sul mare e sul turismo costruisce una parte fondamentale della propria economia.

«Nelle ultime settimane - spiega Daffinà - ho coordinato un piano complesso che mette insieme 12 comuni, con l’obiettivo di superare una volta per tutte le criticità storiche dell’agglomerato di Tropea e dei territori limitrofi». La Struttura commissariale ha quindi accelerato l’iter tecnico nonostante il problema, ancora irrisolto, della copertura finanziaria dell’intervento.

Ventuno depuratori e il 96% dei reflui trattati

A regime, il nuovo sistema dovrebbe poter contare su 21 impianti di depurazione, dei quali 20 ricadenti all’interno dell’agglomerato interessato dal progetto e uno esterno, situato nel territorio di Vibo Valentia.

Le nuove reti e gli interventi di potenziamento dovrebbero consentire di raccogliere e trattare circa il 96% del carico inquinante complessivo. Per il restante 4%, riconducibile soprattutto a case sparse e aree isolate, vengono invece ipotizzati futuri interventi specifici o sistemi individuali di trattamento delle acque reflue.

Il progetto punta però anche a rendere più efficienti e sostenibili gli impianti. È prevista infatti l’installazione di campi fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 800 kilowatt, con l’obiettivo di produrre parte dell’energia necessaria al funzionamento dei depuratori e ridurne così i costi di gestione.

Un altro capitolo riguarda la digitalizzazione. «Tutta la rete - sottolinea Daffinà - verrà digitalizzata. Attraverso un moderno sistema integrato di Telecontrollo, Telecomando e Supervisione, collegato a un Centro di Controllo centralizzato, sarà possibile monitorare in tempo reale 103 stazioni di sollevamento, intercettare perdite, ottimizzare i flussi e intervenire subito in caso di guasti».

Gli interventi da Briatico a Ricadi

Il piano disegna una mappa molto articolata delle opere previste nei diversi territori.

A Briatico sono programmati il revamping e l’ampliamento dei depuratori di San Giorgio e San Costantino, oltre all’adeguamento dell’impianto di Conidoni. A Cessaniti gli interventi riguarderanno in particolare l’ottimizzazione della rete fognaria al servizio dell’agglomerato.

A Zambrone sono previsti il revamping e l’ampliamento del depuratore di Potame e l’adeguamento di quello di Daffinà. Uno dei punti centrali dell’intero sistema sarà invece Parghelia, dove dovrà sorgere l’impianto principale dell’agglomerato, destinato a ricevere e trattare anche i reflui provenienti da Tropea.

Proprio per alleggerire il sistema che fa capo alla Perla del Tirreno, a Drapia dovrebbero essere costruiti due nuovi depuratori, rispettivamente nelle località Casino e Pantalone. A Spilinga il progetto prevede il revamping e l’ampliamento dell’impianto di Liguni, mentre a Ricadi uno degli interventi più significativi sarà l’accorpamento e il potenziamento dei depuratori di San Nicolò in un unico grande impianto.

Il programma prosegue a Joppolo, con il revamping dei depuratori di Caroniti e La Morte e la costruzione di un nuovo impianto a Mandricelle. A Limbadi è previsto invece il rinnovamento dell’impianto di Macrea, insieme alla costruzione ex novo del depuratore di Motta Filicastro. A Zaccanopoli, infine, dovrà essere realizzato il nuovo impianto di Palombara.

Daffinà: «Un piano che cambierà il volto del litorale»

L’approvazione del Documento di indirizzo della progettazione segna dunque un passaggio importante, ma non ancora definitivo. Dopo anni di criticità e interventi spesso frammentati, l’obiettivo dichiarato è arrivare a una gestione integrata dell’intero ciclo delle acque reflue, mettendo insieme depurazione, reti fognarie, controllo a distanza ed energia rinnovabile.

«Un piano ambizioso - conclude Daffinà - la cui realizzazione cambierà il volto dell’intero litorale vibonese. Dalla depurazione alla produzione di energia pulita, dalla digitalizzazione delle reti alla tutela dell’ambiente: il progetto prova a mettere insieme tutte le sfide del futuro».

Il passaggio decisivo sarà adesso quello finanziario: soltanto con l’individuazione dei 107,3 milioni di euro necessari il programma potrà infatti passare definitivamente dalla progettazione alla fase realizzativa e aprire la strada ai cantieri.