VIDEO | Dopo il vertice con Salvini a Milano, i manifestanti confermano i presidi almeno fino alla settimana prossima. Le testimonianze di chi denuncia costi insostenibili e prodotti venduti sottocosto: «Tutto il settore sta soffrendo»
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La protesta di agricoltori e autotrasportatori in Calabria non si ferma. Anche dopo l'incontro a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il presidio di Falerna resta attivo. Le risposte arrivate dal Governo non sono considerate sufficienti dai manifestanti, che annunciano la prosecuzione della mobilitazione almeno fino al 27 ottobre, senza escludere ulteriori iniziative.
Al centro della protesta rimangono il caro carburante, i costi di gestione delle attività e le difficoltà economiche che stanno mettendo in ginocchio imprese agricole e aziende di trasporto. Due settori diversi, ma accomunati dalla richiesta di interventi immediati per continuare a lavorare.
«Non siamo stati proprio presi in considerazione», racconta uno degli agricoltori presenti al presidio, commentando l'esito dell'incontro ministeriale. Secondo i manifestanti, lo sblocco di alcune risorse destinate all'autotrasporto non risolve le criticità del settore, mentre per l'agricoltura non sarebbero arrivate risposte concrete.
«Noi agricoltori, forse perché siamo dei buoni padri di famiglia, non facciamo rivoluzioni come fanno a Milano o da altre parti. Siamo persone oneste e manifestiamo pacificamente», spiega l'uomo, sottolineando la volontà di continuare la protesta senza rinunciare al confronto con le istituzioni.
La mobilitazione, dunque, proseguirà. «Stiamo organizzando nuovi presidi, come agricoltori, insieme sempre con i camionisti. Sicuramente fino al 27, ma potrebbe proseguire anche più avanti», conferma il manifestante.
La situazione economica delle aziende agricole è uno degli aspetti più critici denunciati durante la mobilitazione. Alcuni produttori hanno deciso di sospendere le attività, ritenendo ormai insostenibile continuare a sostenere spese superiori ai ricavi.
«Abbiamo fermato le nostre aziende. Non abbiamo nessuna intenzione di continuare a lavorare e a vendere i nostri prodotti sottocosto», afferma l'agricoltore, richiamando anche l'attenzione dei consumatori sul prezzo dei prodotti alimentari.
«Il consumatore deve capire che quando compra le zucchine in offerta a 99 centesimi, vendute al supermercato, lì c'è un'azienda che soffre. C'è un agricoltore che soffre. Tutto il settore sta soffrendo».
Non meno complicata la situazione degli autotrasportatori, alle prese con l'aumento del prezzo del gasolio e con margini economici sempre più ridotti. Al presidio di Falerna c'è anche un operatore di Campora San Giovanni, impegnato nel trasporto di autoveicoli con bisarche.
«Purtroppo non mi posso muovere perché il gasolio è molto caro. Le spese ci sono e non riesco a mettere in moto il camion», racconta, descrivendo le difficoltà quotidiane di chi non riesce più a sostenere i costi necessari per svolgere la propria attività.
L'autotrasportatore auspica un intervento del Governo che non riguardi soltanto la propria categoria, ma anche gli agricoltori e le famiglie del territorio. La protesta, spiega, continuerà proprio perché le condizioni economiche attuali non consentono di tornare alla normalità.
Una crisi che va oltre il caro gasolio: perché la promessa dei pagamenti non basta e le proteste continuano (anche in Calabria)«Certo, non si può andare così avanti, in giro a spendere soldi senza ottenere niente», conclude.
A Falerna, quindi, i presidi restano e la mobilitazione va avanti. Agricoltori e camionisti attendono nuove risposte dalle istituzioni, mentre si preparano a proseguire una protesta che, dopo diversi giorni, continua a coinvolgere due comparti fondamentali per l'economia calabrese.
Il confronto con il Governo si è concluso senza un accordo con i rappresentanti calabresi. Il viceministro Edoardo Rixi ha annunciato l'avvio dell'erogazione di circa 480 milioni di euro per le domande presentate fino ad agosto e ulteriori risorse per settembre e ottobre. Misure giudicate insufficienti da Fedralog, che ha confermato il fermo fino al 27 ottobre.
Nel frattempo, a Falerna, la protesta prosegue insieme agli agricoltori. Per chi ha sospeso il lavoro, la richiesta resta quella di poter riprendere l'attività senza continuare ad accumulare perdite.


