Cosenza, il silenzio-assenso di Palazzo dei Bruzi dà il via libera al 5G

Il ripetitore installato dalla ZTE sul tetto di un edificio di Piazza Bilotti a Cosenza, grazie all'inerzia degli uffici comunali. I lavori effettuati alla vigilia di Ferragosto

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di Salvatore Bruno
10 settembre 2020
17:22
Il ripetitore installato
Il ripetitore installato

L’installazione a Cosenza del primo ripetitore 5G del Sud Italia, sarebbe passata sotto silenzio se la Zte, l’azienda di comunicazione che ha impiantato l’antenna sul tetto di un palazzo di Piazza Bilotti, non ne avesse dato notizia attraverso un post sui social.

I timori del Copasir

La multinazionale cinese nel dicembre scorso era finita al centro di una relazione del Copasir, il Comitato Parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Il colosso è formalmente controllato dal governo del paese asiatico e si teme che le infrastrutture tecnologiche in fase di allestimento, possano essere impiegate anche per attività di spionaggio militare ed industriale.

Lavori a Ferragosto

Di sicuro, le operazioni di montaggio degli apparecchi sull’edificio di Piazza Bilotti, sono state condotte al riparo da sguardi indiscreti. Gli addetti avrebbero ultimato i lavori il 13 agosto, quando buona parte delle famiglie residenti nel palazzo erano fuori per le vacanze estive e la città soffriva per le temperature africane.

Il silenzio-assenso

Poco chiaro anche l’iter burocratico relativo al rilascio delle autorizzazioni. Secondo quanto si è appreso da fonti accreditate, la società avrebbe presentato agli uffici di Palazzo dei Bruzi, una Scia, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. A quanto pare però, nessuno avrebbe risposto per cui, scaduti i termini di legge, sarebbe scattato il silenzio-assenso, in forza del quale la Zte ha potuto procedere senza violare le norme. L’ufficio stampa della multinazionale non ha fornito ulteriori particolari sul punto, né tali particolari ha voluto fornirli l’amministratore dell’immobile interessato, l’ingegner Raffaele Garenna.

Condomini non informati

Ma gli stessi condomini si sono lamentati per la carenza di informazioni: alcuni ignoravano che un impianto 5g avrebbe svettato sulle loro teste, altri sapevano che avrebbero installato un nuovo ripetitore, ma non che si trattasse del 5g. Su questa tecnologia di quinta generazione, il dibattito è aperto in merito ai potenziali danni alla salute, causati dalle onde elettromagnetiche. Le ordinanze dei sindaci Per questo numerosi sindaci, anche in Calabria e in provincia di Cosenza, hanno emesso ordinanze di tutela della salute pubblica, con cui vietano il montaggio di tali apparecchiature, in mancanza di valutazioni del rischio derivante dall’esposizione alle radiofrequenze prodotte.

Giornalista
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