La rabbia dei commercianti in piazza a Crotone: «Apriamo e non chiudiamo più»

VIDEO | Protestano negozianti, fotografi, ma anche parrucchieri e qualche ristoratore: chiedono regole certe sulle riaperture e di poter tornare a lavorare tutti e in sicurezza

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di Francesca Caiazzo
12 aprile 2021
13:24

«Ora apriamo e non chiudiamo più». È questo lo slogan che ha accompagnato la protesta di molti titolari di attività commerciali di Crotone, che questa mattina si sono dati appuntamento per una manifestazione davanti al Comune. Una protesta pacifica ma vibrata per chiedere, a un anno dalla pandemia, regole certe sulle riaperture e di poter tornare a lavorare in sicurezza. «Ci sarebbero molti modi per riaprire tutto, rispettando le regole, basterebbe solo un po’ di buon senso e tutti potrebbero continuare a svolgere il proprio lavoro» spiega una manifestante.

Calabria in zona arancione

La Calabria proprio oggi è tornata in zona arancione, ma la corsa del virus non rallenta: «Il cambio di colore non serve davvero a niente. Se i contagi continuano ad aumentare forse hanno chiuso le attività sbagliate» si sfoga una parrucchiera.


In piazza anche rappresentanti del settore wedding: «Quella dei matrimoni è una filiera che programma la sua attività di anno in anno, non puoi aprire e chiudere come fosse una bottega. Noi fotografi siamo aperti ma a che serve? È come tenere aperta una macelleria ed è vietato mangiare carne. Il settore del wedding poi si alimenta grazie alla partecipazione degli invitati: perché nessuno ha mai pensato a far svolgere gli eventi sottoponendo tutti a tampone o con certificazione di essere stato vaccinato?».

La rabbia dei ristoratori

Scarsa la partecipazione dei ristoratori, una delle categorie più colpite dalle misure restrittive, ma chi è sceso in piazza non nasconde la stanchezza: «Sono stanca di dover tenere buoni le banche, i creditori, chi mi ha concesso in affitto il locale. Sono stanca di non riuscire più a dormire la notte. Io sono qui anche per tutelare i diritti dei miei figli e poi se la sanità è in queste condizioni non è colpa nostra».

Particolarmente amareggiata la titolare di una merceria: «I commercianti hanno sempre avuto problemi, ma siamo sempre andati avanti con speranza e stringendo i denti. Ora, invece, mi hanno tolto anche la speranza ed è la cosa peggiore che uno Stato democratico possa fare ai suoi cittadini».

I manifestanti si sarebbero aspettati una maggiore adesione all’iniziativa e forse anche il sostegno dei cittadini: «A Crotone nessuno appoggia nessuno, purtroppo, e questo non oggi che c’è la pandemia ma da sempre» si sfoga una donna.

Giornalista
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