Nel mirino della Commissione la gestione degli annunci, la trasparenza delle inserzioni a pagamento e la protezione dei dati dei clienti
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La Commissione europea ha avviato un procedimento formale nei confronti di Booking.com per verificare la presunta violazione del Digital services act.
L'istruttoria intende accertare se la principale piattaforma di prenotazione in Europa abbia rispettato gli obblighi normativi nella gestione degli annunci fraudolenti. Nella prevenzione delle truffe di phishing. E nella trasparenza delle inserzioni a pagamento. «I cittadini europei dovrebbero poter prenotare le proprie vacanze senza il timore di essere truffati. Il Dsa attribuisce alle piattaforme chiare responsabilità per far fronte a tali rischi. Dobbiamo garantire che la principale piattaforma di prenotazione in Europa le prenda sul serio», ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.
Alcuni di questi temi sono peraltro già oggetto di un'istruttoria parallela avviata dall'Antitrust italiano nell'aprile del 2026.
I tre nodi dell'inchiesta comunitari
L'indagine dell'esecutivo di Bruxelles si concentra nello specifico su tre aree critiche.
La Commissione esaminerà se Booking.com abbia identificato e valutato adeguatamente i rischi sistemici legati alla diffusione di contenuti illegali. Annunci falsi relativi a proprietà inesistenti, offerte di alloggio non conformi e frodi basate sull'usurpazione d'identità. L'Ue valuterà l'efficacia delle misure di mitigazione messe in atto dalla piattaforma. Compresa la tempestiva rimozione degli elenchi irregolari.
L'istruttoria analizzerà i rischi di phishing che colpiscono i consumatori, focalizzandosi in particolare sul modo in cui i dati delle prenotazioni e degli ospiti vengono condivisi con le strutture ricettive, nonché sulla progettazione e sul funzionamento del servizio di messaggistica della piattaforma. Bruxelles verificherà l'adeguatezza delle garanzie previste per evitare l'uso improprio delle informazioni personali volto a sollecitate pagamenti fraudolenti.
La terza questione su cui l’Ue indagherà è la trasparenza degli annunci sponsorizzati. Le strutture ricettive possono ottenere una maggiore visibilità nei risultati di ricerca pagando commissioni più elevate a Booking.com. La Commissione intende verificare se tali inserzioni siano chiaramente etichettate come pubblicità e se gli utenti possano facilmente identificare chi promuove e finanzia l'annuncio, le ragioni per cui viene mostrato e le modalità per modificare le impostazioni di visualizzazione. Ai sensi del Dsa, i viaggiatori hanno infatti il diritto di distinguere un risultato posizionato in alto per pertinenza da uno sponsorizzato a pagamento.
Gli articoli del DSA contestati e il quadro procedurale
Qualora le contestazioni venissero confermate, le carenze individuate costituirebbero infrazioni degli Articoli 34 e 35 del Dsa, che impongono alle grandi piattaforme online di individuare, analizzare e mitigare i rischi sistemici legati ai propri servizi, e dell'Articolo 26 (paragrafo 1), che obbliga a garantire la piena trasparenza degli annunci pubblicitari.
Booking.com è stata formalmente designata come piattaforma online di dimensioni molto grandi (VLOP) il 25 aprile 2023. La decisione di avviare il procedimento fa seguito a un'indagine preliminare basata sull'analisi delle relazioni di valutazione dei rischi presentate da Booking.com nel 2026 e nel triennio precedente, sulle informazioni pubblicate nei suoi report sulla trasparenza e sulle risposte alle richieste formali di informazioni inviate dalla Commissione il 23 settembre 2025 e il 26 maggio 2026. Nell'attività di vigilanza, Bruxelles collabora con l'Autorità olandese per i consumatori e i mercati (ACM), coordinatore dei servizi digitali dello Stato membro in cui la società ha sede.
Le prossime tappe e la posizione di Booking.com
L'inchiesta sarà condotta con la massima priorità attraverso la raccolta di ulteriori prove, richieste formali di informazioni, colloqui e ispezioni. L'avvio del procedimento formale conferisce alla Commissione il potere di adottare misure provvisorie, emettere decisioni di non conformità o accettare impegni vincolanti proposti da Booking.com per risolvere i problemi riscontrati. L'apertura dell'istruttoria non pregiudica l'esito finale della decisione.
Dal canto suo, Booking.com ha dichiarato in una nota ufficiale di collaborare pienamente e in modo costruttivo con la Commissione europea nel quadro del Dsa. L'azienda ha sottolineato che la sicurezza, la fiducia e la protezione dei dati personali rappresentano priorità assolute. Confermando il proprio impegno a lavorare al fianco dei governi, delle autorità di regolamentazione e dei partner commerciali per contrastare la criminalità informatica. E tutelare viaggiatori e strutture partner.

