Fagiolo poverello bianco calabrese, dopo la De.Co. si punta a Slow Food

La comunità per la salvaguardia agricola del legume del Pollino e gli amministratori delle comunità di Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello hanno incontrato i rappresentanti del movimento per avviare un percorso che porti alla valorizzazione del prodotto

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di Vincenzo Alvaro
8 agosto 2020
18:05

Rappresenta una realtà produttiva fortemente legata al contesto territoriale entro cui si muove ed anche un piccolo unicum perché la De.Co. del fagiolo poverello è nata attorno a tre realtà comunali: Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello. Ora si ambisce a nuovi traguardi di valorizzazione.

 

Per questo i produttori che aderisono alla comunità slow food nata per la salvaguardia agricola del fagiolo poverello e gli amministratori delle comunità di Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello, insieme al consigliere delegato dal Parco Nazionale del Pollino, Gianni Cosenza, hanno incontrato Francesco Sottile, tecnico agronomo della fondazione Slow Food per la biodiversità onlus, Alberto Carpino, responsabile dei presidi Slow Food Calabria, per definire gli step ed avviare il percorso che potrebbe portare questo pregiatissimo legume a diventare Presidio Slow Food.

 

Di certo per amministratori e produttori questa opportunità rappresenterebbe una occasione importante per proiettare questo prodotto in una dimensione che travalicherebbe i confini nazionali. La volontà è assicurare la giusta riconoscibilità ad un legume che ha tutte le carte in regola per ben posizionarsi sul mercato dell'agroalimentare di qualità.

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