Turismo

Nasce Assidema, l’associazione italiana dei destination manager. C’è anche il calabrese Donnici

Il rappresentante regionale parla di un'opportunità per diffondere la cultura del destination management anche a queste latitudini per valorizzare le mete turistiche locali in sinergia con altre realtà del Sud

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di Redazione Economia
31 maggio 2024
21:00
Claudio Dell’Accio_Daniele Donnici
Claudio Dell’Accio_Daniele Donnici

Valorizzare e tutelare la professione emergente del Destination Manager. Questo è lo scopo principale di Assidema, l’Associazione Italiana Destination Manager, costituita recentemente dalla visione di un gruppo di 10 professionisti del turismo con la missione di definire, sviluppare e promuovere una figura professionale sempre più presente nelle destinazioni. Da alcuni mesi, l'associazione ha anche il sostegno ufficiale del Governo grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 15 gennaio, della legge 206/2023 che recepisce il Decreto Made in Italy. Questa legge istituisce il Comitato Nazionale del Turismo, incaricato di incentivare la creazione di sistemi turistici di destinazione e di nuovi manager di destinazione. Si tratta di un passo fondamentale per arrivare a una definizione univoca di questa professione, oggi presente in numerosi enti pubblici con compiti non sempre coincidenti.

L’Italia attualmente si caratterizza per la presenza di ben 140 Destination Management Organization (Dmo, di diritto pubblico) e almeno 151 Destination Management Company (Dmc, di natura privata) distribuite su tutto il territorio nazionale, ma non tutte contemplano ancora questo ruolo. Grazie a questa legge, però, è certo che il loro numero sia destinato ad aumentare. Per questo motivo, in attesa che il Ministero del Turismo pubblichi i decreti attuativi della legge che definiranno con precisione i contorni della professione, Assidema lancia la sua attività per contribuire a formare i futuri destination manager, innovando questo ruolo e contaminandolo con le buone pratiche provenienti sia dal settore pubblico, sia da quello privato.


In questo modo, si vuole creare una nuova generazione di Destination Manager, più evoluta, competente, innovativa e interconnessa, in grado di operare efficacemente sia nell’ambito pubblico che privato, contribuendo in modo significativo allo sviluppo e alla promozione delle destinazioni turistiche italiane, sapendo coniugare tutte le esigenze. ASSIDEMA si impegna così a diventare un punto di riferimento per la valorizzazione della professione, dei territori e per promuovere uno sviluppo più competitivo delle destinazioni turistiche italiane.

I 10 soci fondatori si sono riuniti a Roma nei giorni scorsi e hanno nominato Claudio Dell’Accio come Presidente, Flavia Maria Coccia come Vicepresidente e Giuseppe Bonanni come Segretario e Tesoriere. Gli altri co-fondatori sono: Massimo Caravita, Andrea Cerrato, Giancarlo Dell’Orco, Daniele Donnici, Antonio Prota, Elena Sisti ed Emiliano Viola. A questi è affiancato un comitato scientifico, con il compito di promuovere la ricerca e la formazione sui temi oggetto dell’Associazione e contribuire agli scopi statutari, composto da alte personalità del mondo turistico e presieduto, per il primo triennio, dalla Prof.ssa Luna Leoni, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

«Durante la mia carriera - spiega il presidente e co-fondatore Claudio Dell'Accio - ho collaborato con numerose DMO e DMC, contribuendo a creare una rete di professionisti del turismo in Italia e ho osservato differenze significative nell'approccio dei Destination Manager tra il settore pubblico e quello privato». «Con Assidema– dichiara Daniele Donnici, uno dei soci fondatori – ci impegneremo per diffondere la cultura del destination management anche in Calabria, con l’obiettivo di valorizzare le destinazioni turistiche calabresi, in sinergia con le altre destinazioni del Sud Italia e contribuendo al rafforzamento del Sistema Italia».

L'Associazione mira in questo modo a diventare la voce dei Destination Manager italiani, facilitando la collaborazione tra attori pubblici e privati per creare un’offerta turistica integrata e durevole. A tal fine, i Destination Manager dovranno possedere non solo competenze specifiche nel settore turistico, ma anche soft skills come la coerenza nelle scelte, il coraggio decisionale e la capacità di integrare diversi settori, risorse e strategie di comunicazione, con particolare attenzione all’innovazione tecnologica. Stop quindi al dualismo tra pubblico e privato, ma un approccio integrato e complementare tra i Destination Manager: "Le esperienze passate hanno dimostrato che la promozione turistica non può limitarsi all'esclusiva iniezione di denaro pubblico - ha concluso Claudio Dell'Accio -, ma deve essere strategica e mirata a creare valore aggiunto e opportunità di sviluppo economico sostenibile nel lungo termine, coinvolgendo sempre di più le comunità locali."

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