Ha preso il via oggi, giovedì 1° ottobre, tra i filari della storica Azienda Agricola Statti a Lamezia Terme, la prima attesissima edizione regionale di “Academy Olivo in Campo – Calabria”. L'iniziativa, nata dalla sinergia tra la Regione Calabria, l'ARSAC e le Edizioni L'Informatore Agrario, ha trasformato la tenuta lametina in un laboratorio a cielo aperto per olivicoltori, agronomi e frantoiani giunti da tutto il territorio regionale.

La giornata odierna a Lamezia è stata interamente dedicata alla pratica e alle dimostrazioni tecniche tra gli ulivi, dove i partecipanti hanno potuto vedere in azione macchinari di ultima generazione e tecnologie digitali applicate alla coltura. Questo appuntamento operativo rappresenta la prima di due tappe consecutive e complementari: domani, venerdì 2 ottobre, l'evento si sposterà infatti alla Cittadella Regionale di Catanzaro per una sessione interamente istituzionale, focalizzata sui mercati esteri, sulle certificazioni di qualità e sulle strategie economiche per il comparto.

A fare gli onori di casa, accogliendo tra i filari della tenuta la numerosa delegazione di partecipanti, gli addetti ai lavori e gli organi di stampa, è stato Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria. Nel suo indirizzo di saluto, Statti ha voluto rimarcare la sinergia strategica che ha permesso la nascita dell'evento, ringraziando l'assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo, per aver promosso e creduto in questo percorso di rilancio del comparto, e l'ARSAC insieme alle Edizioni L'Informatore Agrario per il fondamentale supporto organizzativo e l'alto valore formativo dell'iniziativa.

L'azienda agricola di famiglia, da decenni punto di riferimento per l'innovazione tecnologica applicata alle colture storiche, si è trasformata così nel quartier generale operativo di questa prima sessione, mettendo a disposizione spazi, maestranze e mezzi meccanici di ultima generazione per consentire lo svolgimento delle prove pratiche sul terreno. Per Statti, la forte affluenza di operatori registrata oggi dimostra la volontà degli olivicoltori calabresi di investire nelle nuove tecnologie per abbattere i costi di gestione e alzare lo standard qualitativo delle produzioni.

La scaletta tecnica dell'evento è entrata nel vivo già a metà mattinata con un workshop interamente focalizzato sulla meccanizzazione della raccolta e della potatura in un'ottica di efficientamento della filiera. A guidare questo specifico approfondimento sono stati Bruno Bernardi, docente dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, e Simone Pascuzzi dell'Università degli Studi di Bari. I due accademici hanno illustrato i parametri scientifici ed economici legati alla gestione dei cantieri, dimostrando cifre alla mano come l'adozione di scuotitori, agevolatori e sistemi di taglio meccanico possa incidere drasticamente sulla sostenibilità economica dell'oliveto moderno. Questo modulo formativo ha permesso di abbinare le relazioni teoriche alle dimostrazioni pratiche, analizzando i sistemi per ottimizzare i tempi di intervento e ridurre i costi legati alla manodopera.

I percorsi di approfondimento sono proseguiti senza sosta per tutto il pomeriggio, dividendosi in due macro-aree tematiche curate da specialisti della divulgazione e dell'industria agraria.

La prima parte del pomeriggio ha visto salire in cattedra lo staff dei divulgatori dell'ARSAC e i tecnici delle Edizioni L'Informatore Agrario, i quali hanno guidato i partecipanti in un focus su irrigazione e nutrizione minerale; la sessione ha mostrato le soluzioni pratiche per mantenere stabile la fertilità organica del suolo e ottimizzare i turni irrigui di fronte ai prolungati periodi di siccità che colpiscono la regione.

A ruota, l'ultima sessione della giornata è stata affidata ai consulenti agronomici delle aziende partner e costruttrici presenti all'evento, che hanno preso la parola direttamente sul campo per illustrare i moderni protocolli di difesa fitosanitaria. Gli specialisti aziendali hanno mostrato dal vivo l'efficacia delle nuove biosolution a residuo zero e dei sistemi di monitoraggio integrato per contrastare gli attacchi della mosca dell'olivo e delle patologie fungine, garantendo la totale salubrità del prodotto finale senza compromettere la resa commerciale del raccolto.

A margine di questi lavori tecnici ha preso la parola Vincenzo Cilona, perito agrario, esperto del settore olivicolo e funzionario dell'ARSAC. Nel suo intervento, Cilona si è soffermato sull'evoluzione del comparto, parlando del ricambio generazionale e culturale in olivicoltura e spiegando come l'aggiornamento continuo serva per farci restare al passo con i tempi ed essere protagonisti quando ci proponiamo agli altri, perché la Calabria non è seconda a nessuno.


 

A dare ulteriore spessore alla giornata è stato l'arrivo del direttore generale dell’ARSAC, Fulvia Caligiuri, che ha raggiunto la tenuta per portare il proprio saluto ai partecipanti e seguire da vicino l'evoluzione delle prove. La Caligiuri ha acceso i riflettori sul ruolo strategico dell'ente regionale nel supportare il comparto in una congiuntura economica particolarmente complessa. Il direttore generale ha evidenziato come l’ARSAC metta costantemente a disposizione del comparto agricolo terreni per sperimentare e testare sul campo le innovazioni tecnologiche. Questa attività di validazione scientifica sul territorio ha un obiettivo pratico immediato: permettere agli agricoltori calabresi di adottare modelli già collaudati, ottimizzando i tempi di lavoro e, soprattutto, riducendo gli investimenti a vuoto e i costi di gestione in un momento storico in cui la difesa del reddito aziendale è diventata una priorità assoluta.

A delineare la strategia finanziaria e le misure di sostegno messe in campo dalla Regione è stato l'intervento di Giuseppe Iiritano, direttore generale del Dipartimento Agricoltura. Iiritano ha spiegato lo sforzo concreto che l’amministrazione sta portando avanti attraverso pacchetti di bandi attivi, pensati per dare ossigeno e spingere le imprese a investire. L'obiettivo, ha evidenziato il direttore generale, è accompagnare una nuova classe di imprenditori agricoli che non si limitino a subire le difficoltà del presente, ma sappiano guardare al futuro oltre le contingenze immediate.

Una necessità vitale in una fase storica complessa come quella attuale, segnata dalle pesanti ripercussioni della situazione internazionale, dall'impennata dei costi del carburante, dalle forti tensioni sui prezzi all'ingrosso dell'olio. Quotazioni che, come noto, risultano strettamente condizionate dalle performance produttive della Spagna, primo produttore mondiale e leader assoluto capace di incidere sui mercati globali. A questo quadro macroeconomico si sommano poi l'impatto evidente dei cambiamenti climatici e la costante minaccia di emergenze fitosanitarie come la Xylella. Di fronte a questa combinazione di fattori, il vertice del dipartimento ha lanciato un monito chiaro a tutto il comparto: la transizione tecnologica non è più rinviabile e chi sceglie di non innovarsi oggi è inevitabilmente destinato a restare indietro.

Tramontata la sessione pratica a Lamezia Terme, il testimone dell'Academy passa ora alla seconda e conclusiva giornata in programma domani, venerdì 2 ottobre. L'evento cambierà scenario per trasferirsi all'interno della Cittadella Regionale "Jole Santelli" di Catanzaro, dove i lavori assumeranno un taglio prettamente strategico e istituzionale. Al centro del dibattito ci saranno i tavoli dedicati all'internazionalizzazione, alle certificazioni di qualità e all'illustrazione del nuovo piano di rilancio del comparto, con l'obiettivo di tradurre l'innovazione vista oggi sul campo in una programmazione economica solida per il futuro dell'olivicoltura calabrese.