Recovery fund

Pnrr, il ministro Giovannini: «Al Sud l’obiettivo è il 56% delle risorse, non il 40%»

Il ministro delle Infrastrutture parla dei progetti previsti e della semplificazione delle procedure al Codice degli appalti: «Ci sono opere come la Salerno-Reggio Calabria di alta velocità e investimenti sulle nuove scuole» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
14 febbraio 2022
09:22

Per il Mezzogiorno «noi ci siamo posti l'obiettivo del 56% delle risorse, non del 40%. Tale percentuale è stata una scelta politica, non il frutto di un algoritmo». Lo dice, in un'intervista a 'La Repubblica', Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

«Per le infrastrutture e la mobilità è cambiato il modo di assegnare i fondi e non solo per il Pnrr, perché ora vengono assegnati solo su progetti ben definiti» spiega. Le tipologie di investimenti «previste nel Pnrr sono molto variegate: ci sono opere come la Salerno-Reggio Calabria di alta velocità e investimenti sulle nuove scuole. Pensare di avere lo stesso approccio per tutti i progetti sarebbe sbagliato».


Per questo, «abbiamo fatto, in primo luogo, una scelta di semplificazione delle procedure rispetto al Codice degli appalti per tutte le opere, anche quelle relativamente piccole, mentre per le opere di maggiore peso del Pnnr ci sono procedure speciali. Inoltre, è stata creata la Commissione Via dedicata al Pnrr». Infine, «le stazioni appaltanti sul territorio sono concentrate sulle città metropolitane e sulle province, i piccolissimi Comuni non sono direttamente coinvolti». La selezione dei progetti Pnrr «è stata fatta sulla base della possibilità di concluderli entro il 2026». In pochi mesi «abbiamo distribuito con Regioni, Comuni e Province oltre 25 miliardi per progetti Pnrr e fondo complementare nel settore dei trasporti e delle infrastrutture».

Per le gare del 2022 e 2023 «abbiamo anche cambiato radicalmente i meccanismi di adeguamento ai costi dopo l'assegnazione dell'appalto, rendendoli molto più bilanciati e favorevoli alle imprese». L'Istat «calcolerà nuovi indici semestrali per i costi dei materiali e ci siamo allineati alle pratiche di molti Paesi europei, restringendo dal 10% al 5% la franchigia a carico delle imprese, mentre per aumenti superiori a tale soglia la stazione appaltante assorbirà l'80% dall'aumento, non più il 50%». Le nuove opere "nasceranno in modo più ecocompatibile». Rispetto al rischio criminalità «sono state adottate misure in modo da ridurre al minimo i rischi».

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