Il ministro Lezzi: «Porto di Gioia Tauro? Sviluppo paralizzato»

L'esponente pentastellata spiega: «Mi sto spendendo per attrarre investitori anche dall'estero e sottrarre l’area alla criminalità organizzata che la utilizza per traffici di droga»

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di Redazione
21 gennaio 2019
17:27
Porto di Gioia Tauro
Porto di Gioia Tauro

«Tra le questioni irrisolte che ha lasciato in eredità la vecchia politica c’è n’è una che mi riguarda in particolare e che considero “la questione”: quella del divario tra il Nord e il Sud. Noi la questione intendiamo affrontarla di petto e abbiamo gia' cominciato. Non attraverso piani speciali, operazioni faraoniche e di propaganda che hanno sempre partorito il topolino, condannando il Sud alla retorica dei ri-lancio, ri-partenze, ri-costruzione. L'unico risultato è stato l'aumento del divario». Lo scrive il ministro per il Sud Barbara Lezzi in un post sul Blog delle Stelle.

La Zes

«L'istituzione dei Contratti istituzionali di sviluppo è una formula già avviata dal presidente Conte per i comuni della provincia di Foggia che consente di realizzare investimenti, con la partecipazione e l'assunzione di responsabilità dei territori interessati, al fine di dare certezza sull'avvio e la conclusione delle opere. Si tratta di un modello che sarà replicato in tutto il Mezzogiorno». «Altri interventi che stiamo mettendo in campo - prosegue il ministro Lezzi -: le semplificazioni per istituire le Zes, la ricognizione puntuale - con relative scadenze sugli impegni inderogabili - delle risorse allocate sul Fondo di sviluppo e coesione, il monitoraggio continuo e la verifica sulla coerenza nell'uso dei fondi strutturali europei. E ancora, collegare di più e meglio la ricerca alle università del Sud. In tal senso - prosegue Lezzi - abbiamo già compiuto i primi passi e ho avviato l'istruttoria per finanziare due progetti di ricerca: uno a Catania e uno ad Amendolara (Cosenza)».

Il Porto di Gioia Tauro 

Focus anche sull’area della Piana: «Tra gli interventi da realizzare, e che insisto nel definire normali, c’è lo sfruttamento delle potenzialità, tanto enormi quanto paralizzate, del porto di Gioia Tauro. Mi sto spendendo per attrarre verso quella infrastruttura portuale investitori, anche dall'estero, utilizzando lo strumento della costituenda Zes. Una operazione - spiega il ministro Lezzi - che richiede una precondizione essenziale: sottrarre quell'area alla presenza della criminalità organizzata, che lo utilizza per il traffico di stupefacenti». A questi interventi se ne aggiungono altri che partiranno in Puglia, Sardegna, Campania, Abruzzo e Molise: «In Legge di bilancio, tra le altre misure, ho inserito il vincolo di spesa del 34% della quota nazionale degli investimenti destinati al Sud, estesa anche al settore pubblico allargato: cioè ad Anas e Rfi. Questo vincolo ha criteri stringenti: non ha nulla a che vedere con la norma annacquata che vigeva prima del mio intervento. Della sua osservanza - conclude - se ne darà conto nel Documento di economia e finanza».

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