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Quale riequilibrio? Il Nord vuole staccare il Sud. Continua il viaggio di LaC nelle risorse del Recovery Fund

Il piano deve finanziare la rinascita dopo la pandemia invece si corre il rischio che i soldi verranno spesi per allargare il divario. Nuovo appuntamento questa sera alle 23 con il format condotto da Pino Aprile 

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di Redazione
26 ottobre 2021
14:00

Dovrebbero essere diritti garantiti dallo Stato, finanziati con le risorse del bilancio nazionale e uguali in tutta Italia. Eppure, c’è chi pretende che le risorse del PNRR debbano essere utilizzate non per ridurre il divario tra i territori, come chiede l’Unione Europea, ma per addirittura per falro crescere.

È questo il tema della nuova puntata di “PNRR – Lo scippo al Sud”, la trasmissione condotta dal direttore Pino Aprile con Luca Antonio Pepe, che andrà in onda questa sera a partire dalle 23 su LaC Tv e in streaming sul sito internet www.lactv.it e sulla pagina Facebook LaC News 24.


Il tema, centrale, è legato all’Autonomia differenziata ed alla pretesa delle regioni settentrionali di finanziarla con le risorse del Recovery Fund: un vero e proprio errore concettuale, se si pensa che quelle risorse servono per abbattere i divari mentre invece vorrebbero utilizzarle proprio per finanziare un’operazione subdola come quella richiesta dai governatori del nord.

«L'Autonomia differenziata – spiega il direttore Aprile - è lo strumento inventato dalle Regioni più ricche, per tentare di tenersi quasi interamente l'importo delle tasse che spettano allo Stato. Ci hanno provato più volte (a partire da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, senza riuscirci ed ora vedono nella pioggia di soldi del Recovery Fund la possibilità di farcela. Queste Regioni reclamano potere esclusivo su un'infinità di materie: strade, autostrade, porti, aeroporti (inclusa una zona franca), offerta formativa scolastica, programmazione dei flussi migratori, Soprintendenze, concessioni per l’idroelettrico, stoccaggio del gas, autorizzazioni per elettrodotti, gasdotti e oleodotti. In tutto, sono 23 competenze, servizi resi dallo Stato ai cittadini».

«Le Regioni dicono: trasferisci a noi questi compiti e i soldi per svolgerli. Ma c'è il trucco: le 23 competenze, quando vai a guardar bene, diventano quasi duecento (le conterà il professor Viesti); e sui soldi, la richiesta è formulata in modo da compiere una vera e propria rapina, giustificandola con due patacche che manco una moneta da 3 euro: il residuo fiscale e la spesa per i servizi ai cittadini proporzionata alla ricchezza della Regione! Come dire che l'assistenza sanitaria, la scuola non sono le stesse per tutti, ma in proporzione alla ricchezza del territorio».

Come può essere possibile tutto ciò? Ne parleremo questa sera illustrando la trappola che gli amministratori del Sud sono chiamati a sventare.

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