Recovery fund, 50 sindaci del Sud scrivono a Draghi: «Riportare qui i talenti andati via»

Nasce una rete di primi cittadini meridionali con lo scopo di «essere protagonisti del processo di cambiamento che questo piano provocherà»

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di Redazione
23 febbraio 2021
13:23
Mario Draghi
Mario Draghi

Nasce 'Recovery Sud', la rete dei sindaci meridionali per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Cinquanta sindaci di Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata e Molise scrivono al presidente del Consiglio Mario Draghi chiedendo «di accelerare l'attuazione del Pnrr e di mettere i Comuni, a corto di personale e di risorse, in condizione di non perdere questa occasione storica».

«Caro presidente Draghi - si legge nella lettera - siamo 50 sindaci che non vogliono, in alcun modo, veder passare il treno del Recovery fund senza che esso riporti nei nostri Comuni quei giovani talenti che negli ultimi anni, con un'emorragia lenta ma costante, abbiamo visto andare via. Abbiamo deciso così di creare una rete che ci consenta di essere partecipi e protagonisti del processo di cambiamento che, secondo quanto lei ha dichiarato, questo piano dovrà provocare».


«Non vogliamo limitarci - aggiungono - a chiedere che gli obiettivi del Recovery siano all'altezza della gravità della situazione nei nostri territori. Vogliamo essere messi in condizione di svolgere bene il nostro ruolo di sindaci, chiedendo di avere in tempi rapidi un cronoprogramma e una sorta di 'manuale delle istruzioni' del Pnrr».

«Chiedendo ad esempio - precisano - di dare concretezza al suo proposito di 'irrobustire le pubbliche amministrazioni del Sud' attraverso un piano di assunzioni che consenta a ogni nostro Comune di dotarsi di uno staff di almeno 4-5 giovani collaboratori pronti a lavorare sugli obiettivi del Pnrr, da selezionare a livello nazionale attraverso una procedura rigorosa che riconosca una premialità a coloro che hanno acquisito esperienze significative fuori delle nostre regioni».

«Solo così - concludono - riportando al Sud i cervelli che abbiamo perso, attivando le risorse dei nostri territori e scommettendo sulla coesione, si può sperare di rilanciare la nostra nazione».

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