Recovery, scippo al Sud

Sindaci e comitati a Roma per protestare contro il Pnrr beffa: le voci dei protagonisti

VIDEO | Gli amministratori del Mezzogiorno stanno manifestando sotto la sede del parlamento perché ritengono iniqua la ripartizione dei fondi stanziati dall'Ue attuata dal Governo (ASCOLTA L'AUDIO)

di Redazione
21 luglio 2021
17:05

È in corso, in queste ore, in piazza Montecitorio a Roma, la manifestazione promossa e organizzata dai sindaci della rete RecoverySud, dal Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale e dai senatori Saverio De Bonis e Gregorio De Falco. Gli amministratori del Mezzogiorno in protesta sotto la sede del parlamento per opporsi allo "scippo" di risorse per il Sud che si riscontrano nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

La ripartizione attuata dal Governo, dei fondi stanziati dall'Unione Europea nel Recovery Fund, è ritenuta inuqua dai manifestanti. Il piano prevede per il Meridione solo il 40% delle risorse, mentre il restante 60% sarà messo a gara in ambito nazionale. Per il Sud, invece, sarebbe stata prevista, in base ai criteri di riparto del regolamento della Ue, una quota pari al 70%.


Pasquale Cataneo, direttivo M24aet

«È il continuum di quella che abbiamo già organizzato, proprio in questa piazza, il 6 ottobre del 2020 nella quale manifestazione avevamo già denunciato che c’era una ripartizione iniqua dei fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza». M24aet, promotore dell'evento, dal giorno della sua fondazione in prima linea per combattere lo "scippo".

«Purtroppo a distanza di quasi un anno noi siamo a confermare che la ripartizione fatta da parte del Governo italiano è presentato a Bruxelles non solo è iniqua ma è anche farlocca. Come ha ben detto il professor Gianfranco Viesti, noi siamo nella condizione di avere se tutto va bene da quella programmazione si è no 30-35 miliardi che come voi ben potete comprendere siamo nell’ordine del 15-20%, quindi non il 70 che invece spetta al Mezzogiorno».

«Applicando i criteri già definiti dall’Unione Europea per destinare le somme agli Stati membri, cioè popolazione inverso al Pil e tasso medio di disoccupazione, al Sud spetta quel 70% che era ed è confermato da quei criteri mai smentiti da nessuno e che il Movimento 24 Agosto ha pubblicato il 29 luglio del 2020»

Saverio De Bonis, senatore Gruppo misto

«Nella ripartizione dei fondi il divario tra Nord e Sud anziché essere azzerato è stato amplificato. Se i meridionali hanno accettato supinamente questa situazione, oggi, con questa manifestazione, vogliono far capire che il Sud non è un optional di questo Paese ma è parte integrante storica e culturale».

Ernesto Magorno, sindaco di Diamante

«In piazza Montecitorio a Roma con i Sindaci del RecoverySud. Continuiamo a lavorare per mettere al centro il Mezzogiorno, una parte d'Italia che non può restare indietro. Se da un lato ci sono stati segnali positivi, come l'emendamento che ha vincolato il 40% delle risorse per il Sud, dall'altro ci sono ancora tante tematiche da affrontare per ottenere un giusto trattamento. I cittadini del Meridione non sono cittadini di serie B e noi non ci stancheremo di lottare per loro. Sia dato al Sud ciò che è del Sud!»

Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti

«Abbiamo cercato, per la prima volta nella storia dell’Italia, di mettere insieme tutte le anime e tutti i Comuni che cercano di avere nel nostro territorio le stesse infrastrutture e servizi di tutto il Paese».

Giuseppe Pitta, sindaco di Lucera (Fg)

«Siamo qui oggi per vigilare e per spronare il nostro Governo affinché i fondi del Recovery, concepito per dare una possibilità al Sud Italia di recuperare questo gap che ormai si è stabilizzato da lunghi decenni e che venga distribuito in maniera equa e dia veramente una possibilità di ripartire. Non sembra che le volontà siano chiare e siano confacenti a quella europee ma noi siamo qua da sindaci per tutelare il nostro territorio».

Vincenzo Zibisco, sindaco di Voltura Appula (Ba)

«Oggi quella dei sindaci che è una testimonianza per ribadire quello che è stato detto e stabilito nelle sedi dell'Ue. È arrivato il momento di recuperare quindi di ottenere finalmente questa coesione sociale e territoriale. Sono quelle risorse che Giuseppe Conte è riuscito ad ottenere con coraggio e determinazione e che serviranno a recuperare questa equità che ormai in Italia manca da lungo tempo».

 

 

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