Sette lunghi giorni sciopero. È quanto attende ora gran parte del Sud Italia, Calabria compresa, dopo il nulla di fatto emerso registrato nella riunione di ieri a Milano. Il comparto dell’autotrasporto non ha ritenuto soddisfacenti le proposte avanzate dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti rispedendo al mittente i messaggi di distensione del Governo e gli inviti ad allentare la tensione. Lo sciopero andrà avanti fino al 27 ottobre, come annunciato nella serata di ieri in un comunicato congiunto dai coordinamenti di  Basilicata, Puglia, Molise, Campania e Calabria.

Il day after si ragiona sulle giornate di protesta che ancora aspettano l’intero comparto e non solo, lo sciopero infatti produrrà i suoi effetti sull’intera catena di approvvigionamento, anche e soprattutto alimentare. «Purtroppo è straziante, soprattutto e anche per gli autotrasportatori» spiega Pansini, referente regionale di Fedralog. «Ma giustamente senza liquidità e senza neanche i soldi per poter ripartire, non resta altro che rimanere fermi. Siamo consapevoli del disagio che si sta creando per tutti i cittadini – aggiunge Pansini – e che nonostante ciò si mostrano una solidarietà che per noi è importantissima, di questo li ringraziamo. Però purtroppo non dipende da noi, dipende dalle istituzioni, devono adesso decidere cosa vogliono fare. Il segnale è  arrivato, adesso aspettiamo se nelle prossime ci sarà qualche sviluppo».

Il fronte in ogni caso resta compatto, le regioni del sud Italia fanno fronte comune per esercitare una maggiore pressione nei confronti del Governo. «Siamo uniti, compatti e determinati» conferma Pansini. «La Calabria c'è e ieri abbiamo diffuso questo comunicato congiunto con Puglia, Basilicata, Molise e Campania. Siamo tutti uniti al momento in attesa di riscontri da parte delle istituzioni». Ribadiscono quindi le necessità del comparto: «Ci saremmo aspettati un'integrazione sul bonus sul gasolio, quindi lo stanziamento di una somma importante in favore di autotrasportatori. Purtroppo invece ieri nulla di che, semplicemente hanno sbloccato somme già stanziate nei mesi precedenti. Quindi nessun nuovo ristoro a parte i 60 milioni che riferiti ai mesi di settembre e ottobre sono semplicemente briciole per i autotrasportatori, quindi nulla di nuovo.

Anche la clausola full, ad esempio, era stata chiesta una riforma più incisiva su questa clausola, ma come al solito ci sono state solo promesse, ovvero l’impegno di realizzare uno studio per verificare la clausola, quindi solite promesse. Per questa ragione ieri all’unanimità abbiamo deciso di proseguire il fermo fino al 27, a meno che non intervengano prima on risposte concrete. A queste condizioni potremo finalmente revocare il fermo».