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Treni al Sud, ecco le insidie nascoste nel Pnrr a trazione settentrionale

Quello delle ferrovie al meridione è un capitolo controverso, tra risorse promesse e risorse invece presenti solo sulla carta: appuntamento questa sera alle 23 con la nuova puntata di Pnrr. Lo scippo al Sud del direttore Pino Aprile

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di Redazione
21 dicembre 2021
12:27

Ferrovie e Sud italia, un rapporto conflittuale. Da un lato, lo sforzo economico maggiore, anche grazie a risorse del Fondo Complementare che, varato lo scorso aprile dal governo, vale più di 30 miliardi e affianca il Pnrr, ma non ne fa parte (insomma: soldi che si spendono insieme, ma da due conti diversi). Con questi fondi si prevedono pure investimenti per l'Alta velocità ferroviaria, in gran parte sulla linea Salerno-Reggio Calabria: alcuni lotti dovrebbero essere pronti entro il 2026. Ma c'è da dubitarne. Infatti, il motivo per cui i 10 miliardi stanziati per la tratta sono stati “inseriti” nel Fondo Complementare e non nel Pnrr “ufficiale” potrebbe dipendere dal fatto che la Commissione Europea obbliga a terminare entro il 2026 tutti progetti finanziati con la dotazione del Next Generation. Con il Fondo Complementare, si potrebbe sforare.
La scelta di far “slittare l’opera” dal Pnrr al Fondo Complementare, quindi, potrebbe proprio dipendere dal fatto che non si è certi di terminare i primi lotti entro il 2026. Dunque, un primo faro va acceso sui tempi di realizzazione di un’opera altamente strategica per l’intero Paese ma che, come denunciato da organi di stampa, economisti e docenti, avrà tempi lunghi e finanziamenti incerti. Da un punto di vista tecnico, questa tratta, lunga 445 km, collegherà Salerno a Reggio Calabria, in 3 ore e 40 minuti, sarà adatta anche al transito dei treni merci e costerà 22,8 miliardi di euro. Tuttavia, ad oggi, il Governo ha confermato lo stanziamento di circa 11 miliardi di euro, quindi è un’opera finanziata solo a metà.

E, sapendo che questa è la strada che porta a rendere i tempi infiniti, qualcuno comincia a preoccuparsi. Rilievi tecnici, invece, riguardano la lunghezza del percorso 445 km. Perché? La linea attuale è lunga 393 chilometri: invece di accorciare, si allunga? Non sarebbe più conveniente ammodernare e potenziare l'esistente? Si avrebbero tempi di esecuzione più brevi, risultati simili (4 ore tra Roma e Reggio Calabria) e costi enormemente inferiore (5 miliardi di euro, invece di quasi 23), non dovendo realizzare altri ponti, gallerie e viadotti. Con quello che si spende in più, si farebbero due Ponti e mezzo sullo Stretto di Messina. Alcuni organi di stampa fanno osservare che gran parte di quei miliardi in più andrà al Nord, dove la tecnologia utilizzata viene prodotta. Quindi, invece di ferrovie e strade a Sud, altri soldi da Sud a Nord.


Ne parleremo questa sera a Pnrr – Lo scippo al Sud, questa sera alle 23 su LaC Tv (canale 19 del digitale terrestre), su LaC Sat, il canale satellitare del network visibile sul canale 419 di TivùSat e sul canale 820 di Sky.

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