Vino, il Bivongi Doc alla conquista dei mercati asiatici

VIDEO | Il vino calabrese sempre più apprezzato nel panorama nazionale e internazionale. Crescono le richieste, specie sul mercato asiatico, e aziende e consorzi si attrezzano per promuovere le produzioni di qualità

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di Stefano Mandarano
21 dicembre 2020
12:15

Nasce sulle colline che guardano al mare dei miti. Quelle terre strette tra le Serre calabresi e lo Ionio dei Bronzi di Riace, il cui particolare microclima regala un vino unico nel suo genere, che affonda le radici nella storia. È il Bivongi doc, in Calabria la seconda Denominazione di origine controllata per importanza dopo il Cirò… ed è ormai una realtà affermata del panorama enologico italiano.

Greco nero e bianco, Calabrese, Gaglioppo, Guardavalle: vitigni autoctoni finalmente usciti dall’anonimato e insigniti d’importanti riconoscimenti, sempre più presenti sul mercato grazie ad un’azione di promozione e tutela che gli ha permesso di varcare i confini nazionali, conquistando l’Europa e l’Asia. In Cina e Giappone, soprattutto, cresce la domanda di vino calabrese di qualità e il Bivongi Doc dice la sua portando in alto il nome della regione…   


«La Calabria è molto richiesta in questo momento. È richiesto il sud Italia in generale e la Calabria in particolare. Il Bivongi Doc sta avendo un discreto successo anche fuori Europa» dice Danilo Lavorata, direttore commerciale di Cantine Lavorata, a Roccella Ionica. La sua è tra le aziende più importanti della regione. Un milione di bottiglie l’anno distribuite soprattutto nel canale della ristorazione e un obiettivo condiviso con il Consorzio di tutela e valorizzazione delle viti e del vino Bivongi Doc: promuovere insieme al prodotto un’idea di territorio.

«Se si vogliono aiutare le realtà vitivinicole - aggiunge Lavorata -, le istituzioni devono capire che devono offrire un ottimo bigliettino da visita del territorio: curare il decoro del verde, la pulizia delle strade, le vie di comunicazione che mancano. Per noi questo è realmente un aiuto».

La Calabria del vino c’è e non è più una Cenerentola. Il futuro del settore è tutto da scrivere: «La nostra regione ha un exploit di richieste in questo momento - ribadisce l’imprenditore -. Ci sono molte più aziende e ci sono molti più giovani che si stanno dedicando alla viticoltura. Si registra un riscatto della Calabria vitivinicola in positivo: è stata la prima regione della storia dove è prodotto il vino, per ora è tra le ultime… ma siamo fiduciosi che mantenendo il trend attuale il vino calabrese e il Bivongi doc emergeranno in maniera positiva».

Giornalista
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